CONVEGNO DELLE FAMIGLIE IN INDONESIA, “UNITE NELLA CHIESA” Conclusa la Conferenza Nazionale della Chiesa, numerose le testimonianze

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“Essere invitata alla Conferenza nazionale della Chiesa cattolica indonesiana è una grande benedizione e sono grata di aver partecipato a questa occasione, in cui tutti i delegati hanno portato i propri usi e costumi, valori e culture, per mostrare che, nonostante le differenze, siamo ancora una Chiesa: la Chiesa indonesiana”. Lo ha detto Ngantung, l’unica teenager presente tra i delegati del congresso della Chiesa cattolica. “La famiglia cattolica: Il Vangelo della speranza. La sua vocazione e la sua missione nella Chiesa e nella società plurale indonesiana” è stato il tema del Sagki 2015. Quasi 600 fra sacerdoti, religiosi e laici provenienti da 37 diocesi da ogni parte del Paese hanno portato la loro testimonianza, condividendo speranze e preoccupazioni.

Dalle terre più a ovest di Medan, fino a quelle più orientali di Merauke, in Papua, tutte hanno inviato rappresentanti all’evento organizzato dalla Conferenza Episcopale Indonesiana (Kwi). Durante i cinque giorni di incontri, a sei famiglie è stato chiesto di raccontare la propria esperienza. Una coppia di dottori provenienti da Makassar ha descritto la gioia del servire la popolazione in una provincia come quella di Sud Kalimatan, a maggioranza musulmana. “La società musulmana – dice Hugo, marito di Merlinda – mi ha sempre accolto nonostante la mia fede cattolica”.

Ari, una donna separata con due figli, ha parlato della sua separazione dal marito, dopo quattro anni di abbandoni, minacce e tentativi di suicidio. Grazie ad alcuni amici ha deciso di separarsi e di continuare a vivere, ma è stata più volte respinta dalla comunità cattolica “perché sono una giovane donna separata”. Ha dovuto cambiare parrocchia ed è stata infine accolta dalla congregazione cattolica locale; ora lavora per la parrocchia come amministratrice. Toos, un pilota d’aerei cristiano, dopo 35 anni di matrimonio con la moglie convinta musulmana, ha assistito alla sua decisione di battezzarsi. “Come famiglia – dice – eravamo felici della nostra vita di partner, anche se mia moglie non era cattolica, e la nostra gioia è divenuta ancora più completa quando lei ha deciso di sua iniziativa di battezzarsi”.

 

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