EGITTO: UCCISO IL LEADER DELL’ISIS CHE PIANIFICO’ L’ATTACCO AL CONSOLATO ITALIANO Ashraf Ali Husayn al-Gharabli è morto durante un conflitto a fuoco con la polizia. Aveva anche organizzato un attentato contro il ministro dell'Interno del Cairo

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consolato italiano

L’Egitto ha annunciato la morte di Ashraf Ali Husayn al-Gharabli, “membro dell’organizzazione terroristica degli Ansar Bait al-Maqdis”, che ha giurato fedeltà al sedicente Stato Islamico (Is), e “principale pianificatore ed esecutore di molte operazioni terroristiche, tra cui il tentato omicidio dell’ex ministro dell’Interno Muhammad Ibrahim e l’attentato al consolato italiano al Cairo”, che risale all’11 luglio scorso.

Stando a una nota del ministero, Gharabli “è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia che tentava di catturarlo”. Il terrorista era considerato “uno dei più pericolosi latitanti degli Ansar Bait al-Maqdis”. Da tempo gli inquirenti erano sulle sue tracce e, si legge, “ne avevano intercettato i movimenti nella zona di al-Marg al Cairo”, dove il terrorista “stava pianificando una grossa operazione terroristica”. Gharabli “è stato visto a bordo di una vettura di marca Shahin – riferisce la nota – Quanto la polizia ha cercato di avvicinare l’auto, il terrorista se ne è accorto e ha iniziato a sparare cercando di fuggire, fatto questo che ha spinto i poliziotti a rispondere al fuoco, uccidendolo”. Tra le operazioni terroristiche di cui è accusato Gharabli figurano, oltre al tentato omicidio dell’ex ministro dell’Interno e all’attacco al consolato italiano al Cairo, l’omicidio di sette militari, attacchi a diverse sedi di polizia al Cairo, Daqhaliya e Qaliubiya, quello ai turisti al tempio di Karnak nella provincia di Luxor, il rapimento dell’americano William Henderson, poi ucciso, e del croato Tomislav Salopek.

Il 26 settembre il ministero dell’Interno del Cairo aveva già annunciato l’uccisione di nove “terroristi” accusati di essere coinvolti nell’attacco al consolato italiano. I nove, secondo quanto annunciato allora dal Cairo, erano stati uccisi dalle forze di sicurezza egiziane in un’operazione a Giza. In quell’occasione, il ministero dell’Interno non collegava esplicitamente i nove ad alcun gruppo. L’attacco dell’11 luglio al consolato italiano è stato rivendicato dall’Is, che in un comunicato affermava di aver colpito la rappresentanza diplomatica nel centro del Cairo con “un’autobomba che conteneva 450 kg di esplosivo”. Il comunicato portava la firma “Stato Islamico – Egitto” e non la più nota firma “Wilayat del Sinai”, ovvero “Provincia del Sinai”, il nome del gruppo Ansar Bait al-Maqdis dopo il giuramento di fedeltà all’Is.

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