AGIRE: “C’E’ ANCORA UN GAP TRA FABBISOGNO E ASSISTENZA UMANITARIA” Presentato nei giorni scorsi il rapporto "Il Valore dell'aiuto. Risorse per la risposta alle emergenze umanitarie"

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“Dietro i numeri ci sono prima di tutto le persone e quando parliamo di trend umanitari dobbiamo ricordare che stiamo parlando di uomini, donne e bambini”. Lo ha detto Shelly Sandall, presidente del network Agire, aprendo il seminario di presentazione del rapporto del network Agire su assistenza umanitaria e canali di finanziamento, che si è tenuto mercoledì presso “Spazio Europa” di Roma. All’evento hanno partecipato diversi rappresentanti di organizzazioni impegnate nell’aiuto umanitario. Tra questi Giampaolo Cantini, direttore generale della Cooperazione italiana allo sviluppo; Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr; Loris de Filippi, responsabile dei progetti di Msf Italia; Roberto Barbieri, direttore di Oxfam.

La ricerca, intitolata “Il Valore dell’aiuto. Risorse per la risposta alle emergenze umanitarie”, fornisce “dati oggettivi sul tema in un momento in cui il dibattito è inquinato dall’ideologia”, ha sottolineato de Guttry nel suo intervento iniziale. Tuttavia, ha aggiunto, si osserva anche una consapevolezza maggiore da parte di tutti gli Stati, che sono orientati a rafforzare l’azione congiunta. “Esiste l’esigenza di rafforzare le forme di cooperazione tra soggetti nazionali e internazionali”, ha sottolineato De Guttry, ricordando che i questo senso “c’è ancora molto da fare”.

Sull’aumento del numero delle persone toccate dalle emergenze si è soffermato anche il direttore generale della Cooperazione allo sviluppo, Giampaolo Cantini, che nel suo intervento ha posto l’accento sulle problematiche legate al sistema della risposta alle emergenze umanitarie cosi’ come e’ stato pensato. Commentando i dati presentati dal rapporto e dalla Cooperazione italiana, Cantini ha affermato che il gap tra fabbisogno e canali di finanziamento e’ molto forte. “Occorre allargare la base dei donatori ma c’e’ bisogno di un patto tra i diversi attori sul rispetto delle regole, prima fra tutte il principio dell’imparzialita’”, ha detto Cantini, rilevando che oggigiorno si assiste a un fenomeno di politicizzazione degli aiuti umanitari.

In riferimento alle attività della Cooperazione italiana, Cantini ha sottolineato l’importanza di agire a livello bilaterale. “Abbiamo compiuto la scelta strategica di agire a livello di ‘resilience’. Puntiamo a mettere in atto azioni intese a creare lavoro, mezzi di sussistenza e gestione del contrasto al cambiamento climatico”, ha detto il Direttore generale, il quale ha infine rivolto un ringraziamento agli operatori umanitari che “svolgono il proprio lavoro in condizioni sempre più difficili”.

La sesta edizione del rapporto è stata redatta in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna, in particolare con il direttore dell’Istituto Dirpolis, Andrea de Guttry, e con il suo team di ricerca. Il rapporto è stato redatto anche grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in particolare dell’Ufficio Emergenze e dell’Ufficio Programmazione e monitoraggio del bilancio di Cooperazione della Dgcs, che anche per il 2015 hanno fornito in anteprima i dati necessari alla compilazione del rapporto, vale a dire la raccolta e l’analisi dei flussi dell’assistenza umanitaria nel mondo e in Italia; la localizzazione geografica degli interventi; la copertura dei bisogni; il ruolo dei governi donatori e dei privati cittadini; l’efficacia dei diversi canali di finanziamento.

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