LA PRIMA VOLTA DI UN AFROAMERICANO AL SENATO DEGLI USA

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Vedere Obama seduto nello Studio Ovale della Casa Bianca, per noi abitanti del terzo millennio, è una cosa normale. Per gli afro-americani questo è un traguardo, raggiunto dopo anni di battaglie iniziate nella seconda metà del XX secolo. Prima degli anni ’60, nessun uomo di colore era mai riuscito ad entrare nella vita politica attiva degli Stati Uniti. Bisognerà aspettare l’8 novembre 1966 per vedere Edward William Brooke, repubblicano, diventare il primo afroamericano popolarmente eletto al Senato degli Usa.

Nasce il 26 ottobre del 1919 a Washington. Dopo la laurea si iscrive alla Howard University, dove studia scienze politiche. Si arruola nell’esercito degli Stati Uniti dopo aver saputo dell’attacco giapponese su Pearl Harbor. Combatte anche in Italia durante la Seconda guerra mondiale come membro della segregazione 366 Reggimento di Fanteria, guadagnandosi una stella di bronzo. Rientrato in patria si dedica alla vita politica. Nel 1950 corre per un seggio alla Camera dei Rappresentanti del Massachusetts. Brooke vince la nomination repubblicana, e i leader del partito si accorgono delle sue grandi potenzialità. Nel 1962 fu il primo afro-americano eletto procuratore generale della federazione.

Nel ’66, ottiene due mandati come senatore degli Stati Uniti. Con Walter Mondale, un democratico del Minnesota, membro della Commissione bancaria del Senato, emana una legge che vieta la discriminazione nelle abitazioni. Il documento lo firma il presidente Johnson l’11 aprile, una settimana dopo l’assassinio di Martin Luther King. Le sue battaglie a favore dei diritti continua e nel ’74, con il senatore dell’Indiana Birch Bayh, Brooke porta avanti la lotta per mantenere un emendamento che garantisce pari opportunità di istruzione (compresa la partecipazione alle attività sportive) per le ragazze e le donne.

Dopo aver lasciato il Senato, lavora come avvocato a Washington nello studio O’Connor & Hannan.  Il 23 giugno 2004, il presidente George W. Bush gli assegna la Presidential Medal of Freedom. Il 3 gennaio del 2015, muore all’età di 95 anni. La sua battaglia ideologica a sostegno dei più poveri e dei neri americani è diventata un modello anche per lo stesso Obama. Gli Stati Uniti gli hanno dedicato vie, palazzi e premi letterari; un monito per le generazioni future.

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