L’ANATEMA DI BERGOGLIO CONTRO PRECARIETÀ E LAVORO NERO Oggi il Papa ha ricevuto in udienza a piazza San Pietro i dipendenti dell’Inps

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“Se si vive in una situazione di disoccupazione, precarietà, lavoro nero, come è possibile riposarsi? È vergognoso”. E’ un passaggio del discorso compiuto oggi da Papa Francesco a piazza San Pietro ai dirigenti e i dipendenti dell’Inps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. “A vari livelli – ha esordito il Pontefice – voi onorate il delicato compito di tutelare alcuni diritti legati all’esercizio del lavoro; diritti basati sulla natura stessa della persona umana e sulla sua trascendente dignità”. Ha poi sottolineato l’importanza di custodire anche il “diritto al riposo” creando “uno spazio e un tempo per Dio e per l’uomo”. “Vostro difficile compito – ha continuato – è contribuire affinché non manchino le sovvenzioni indispensabili per la sussistenza dei lavoratori disoccupati e delle loro famiglie”.

Inoltre “non manchi tra le vostre priorità un’attenzione privilegiata per il lavoro femminile”, la maternità, “l’assicurazione per la vecchiaia, la malattia, gli infortuni legati al lavoro” e “il diritto alla pensione”. Secondo il vescovo di Roma il lavoro “non può essere un mero ingranaggio nel meccanismo perverso che macina risorse per ottenere profitti sempre maggiori; non può dunque essere prolungato o ridotto in funzione del guadagno di pochi e di forme produttive che sacrificano valori, relazioni e princìpi”. Infine ha ribadito alcuni punti fondamentali: “Amare e servire l’uomo con coscienza, responsabilità, disponibilità. Lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non può. Farlo non come opera di solidarietà, ma come dovere di giustizia e di sussidiarietà. Sostenere i più deboli, perché a nessuno manchi la dignità e la libertà di vivere una vita autenticamente umana”.

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