ORRORE IN MESSICO: TROVATI OLTRE 100 CORPI IN UNA FOSSA COMUNE Indagati gli agenti della polizia locale per corresponsabilità nella strage

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Nuovo orrore in Messico che vede coinvolte le forze dell’ordine. Alcuni agenti e funzionari di un reparto di polizia locali sono finiti sotto inchiesta dopo che è stata ritrovata una fossa comune con i resti di almeno 105 corpi, solo apparentemente vittime della lotta tra narcotrafficanti. I cadaveri non solo erano chiusi ermeticamente in sacchi di plastica, ma molti avevano all’interno – cosa ancora più bizzarra – il numero di identificazione di un caso della polizia ancora aperto. Lo ha riferito un funzionario di una commissione statale sui diritti umani dietro condizione di anonimato. Da quanto dichiarato alla stampa dal procuratore Javier Perez, i resti sono stati scoperti in un piccolo villaggio nello Stato di Morelos – situato nel centro del Paese – tristemente noto per avere uno dei più alti tassi di rapimenti del Messico. Gli agenti coinvolti sono stati indagati come co-responsabili della strage.

Solo ieri la Corte suprema messicana aveva legalmente approvato la produzione e l’uso privato di Marijuana a uso ricreativo, aprendo la strada alla legalizzazione della sostanza. La causa era stata portata dinanzi al giudice dai 4 fondatori dalla Società messicana di autoconsumo responsabile e tollerante (Smart) con l’obiettivo di togliere ai cartelli del narcotraffico gli introiti economici derivanti dallo spaccio. La storica sentenza aveva dichiarato incostituzionali gli articoli che proibiscono l’uso e la coltivazione a fini ricreativi della marijuana, ma mantenuto il divieto di commerciarla.

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