BERLUSCONI SARA’ ALLA MANIFESTAZIONE DELLA LEGA A BOLOGNA E FI SI DIVIDE Matteoli e altri esponenti azzurri non condividono la scelta dell'ex premier di affiancare Salvini nel capoluogo emiliano

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Silvio Berlusconi parteciperà alla manifestazione della Lega a Bologna, una decisione che continua a dividere Forza Italia, con i mormorii di alcuni big. Come Altero Matteoli, sin dall’inizio contrario a partecipare ad un’iniziativa unilaterale, non organizzata dalla coalizione di centrodestra. Divisioni che ricordano quelle, anche se con protagonisti diversi, emerse sul tema delle unioni civili e sul voto al ddl Boschi. L’ex premier lascia sfogare tutti, come è successo mercoledì al pranzo di palazzo Grazioli con lo stato maggiore azzurro. Poi, come sempre, decide lui. Una vecchia tattica per prendere tempo e valutare al meglio i pro e i contro di ogni scelta, mantenendo lo status quo come insegna il motto latino “divide et impera”. Sul caso Bologna due i fronti in campo: da una parte, l’ala più scettica di Fi che considera la partecipazione a un’iniziativa organizzata solo dalla Lega un riconoscimento ufficiale della leadership salviniana nel centrodestra; dall’altra parte, i favorevoli al “Cav di piazza”, determinati a non lasciare l’intera scena mediatico-politica al Carroccio. Spicca oggi lo sfogo di Matteoli, esponente della “vecchia guardia”: ”Mi dispiace che il presidente Berlusconi abbia preso questa decisione, credo che sia una decisione sbagliata. Dopo la riunione di ieri sera in via del Plebiscito, francamente non mi aspettavo questa scelta”.

Oltre a Matteoli, perplessi sulla presenza di Berlusconi in piazza Maggiore sono sempre stati i capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani e il vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Brunetta, però, raccontano, avrebbe smussato i toni contro le modalità dell’8 novembre solo dopo aver incassato l’istituzione di un tavolo di coordinamento Lega-Fi-Fdi delle azioni di opposizione in Parlamento sulla legge di stabilità. Soddisfatti dell’annuncio del Cav, tutti quei parlamentari azzurri, che con toni diversi sin dal primo momento hanno tifato per andare in piazza con il Carroccio. Anche qui, però, bisogna fare delle distinzioni: ci sono i filosalviniani come Licia Ronzulli e Daniela Santanchè e un nutrito gruppo di senatori (tra questi Augusto Minzolini, Remigio Ceroni, Vincenzo Gibiino, Emilio Floris e Giovanni Piccoli) convinti che “in un momento del genere l’unione delle forze di centrodestra è fondamentale per essere competitivi, specie mentre la sinistra si divide”.

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