VATILEAKS 2, GALANTINO: “VOGLIONO FERMARE BERGOGLIO” Il segretario della Cei: “Qualcuno sta perdendo la calma”. Caso Bertone, il porporato si difende: “Azioni infamanti, sono accuse ingiuste”

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“In questo momento si vuole ostacolare la Chiesa e la sua immagine. Ciò che sta accadendo Vuol dire che la spinta di Papa Francesco, e prima di Benedetto, sta portando i suoi frutti”. Il segretario della Cei Galantino così commenta il secondo Vatileaks in un’intervista del Sir. “Ho l’impressione che qualcuno stia perdendo la calma per questo rinnovamento e si sfoghi appropriandosi di documenti riservati e scrivendo libri. Mi piacerebbe dire all’ineffabili Fittipaldi e Nuzzi: è possibile conoscere le cifre delle vostre grandi operazioni editoriali? Io, al posto loro, poco poco mi vergognerei a fare le pulci agli altri in maniera ideologica, senza guardare a se stessi. Meno male che alcuni giornali seri stanno mostrando tutte le contraddizioni di operazioni di questo genere. Di fondo, ripeto, c’è il fatto che ad alcuni dà fastidio che ci sia una Chiesa cattolica che, in questo momento, parla in modo più chiaro rispetto al passato, chiamando le cose con il loro nome”.

Al centro delle polemiche c’è anche il cardinal Bertone, per il caso della presunta ristrutturazione dell’appartamento dove avrebbe usato i soldi destinati all’ospedale Bambin Gesù “È offensivo, un’altra delle tante accuse ingiuste e menzognere che ho ricevuto in questi anni” si è difeso l’ex Segretario di Stato. Il porporato sostiene che le case assegnate ai cardinali della Curia romana sono di proprietà dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). “Quanto all’appartamento che mi è stato assegnato d’accordo con papa Francesco e i superiori del Governatorato, come risulta da una precisa documentazione, ho versato la somma dal mio conto. Una spesa sui 300 mila euro: ho pagato con i miei risparmi per un appartamento che non è di mia proprietà e resterà al Vaticano”.

Per quanto riguarda il Banbin Gesù, Bertone sottolinea: “Io non ho visto nulla. Ed escludo in modo assoluto di aver mai dato indicazioni o autorizzato la Fondazione ad alcun pagamento. Ho dato istruzioni al mio avvocato di svolgere indagini per verificare cosa sia realmente accaduto. Non vivo nel lusso. L’appartamento è di 296 mq. E non ci vivo da solo. Abito con una comunità di tre suore che mi aiutano. Non esiste nessun attico. Io abito al terzo piano e il terrazzo non è mio, è stato risanato durante i lavori ma è quello condominiale, in cima al palazzo. È di tutti gli inquilini, cardinali e arcivescovi, che ci vivono. Io mi ritengo una vittima di questi anni. Ho lavorato al servizio dei Papi con fedeltà e dedizione, e anche al servizio del Bambin Gesù. Ho fatto tanto e ora mi ritrovo queste accuse infamanti. Non so, ormai sono nel mirino. Il nome Bertone richiama subito l’attenzione”.

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