IL SANTO PADRE SCRIVE AL GLOBAL CHRISTIAN FORUM: “DARE VOCE AI PERSEGUITATI” A Tirana i cristiani di tutto il mondo hanno dato voce ai fratelli vittime delle persecuzioni religiose

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Cattolici, ortodossi e protestanti, tutti riuniti a Tirana, per ascoltare le testimonianze di tanti cristiani che oggi vivono in assenza di libertà, a volte perseguitati e obbligati a fuggire, altre costretti a nascondersi o a non dichiarare apertamente la propria fede. Alcuni di loro si nascondono anche nella stessa Tirana, timorosi di parlare con i giornali locali, proprio perché il loro viso e la loro identità non devono apparire sui media. Nella capitale albanese si è concluso il Global Christian Forum incentrato sul tema “Discriminazione, persecuzione, martirio: seguire Cristo insieme”. Il Papa, in un messaggio, esprime tristezza e preoccupazione per le crescenti discriminazioni e le persecuzioni nei confronti dei cristiani in vari Paesi del mondo.

Il presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, il cardinal Kurt Koch, ha letto all’assemblea il messaggio del Papa, che guarda “con grande tristezza alla crescente discriminazione e persecuzione dei cristiani del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia e di altri luoghi nel mondo. Non siamo indifferenti alle sofferenze di tanti nostri fratelli che sono testimoni di Cristo, talvolta fino all’effusione del sangue un’esperienza comune di cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti che è molto più profonda e forte delle differenze che ancora separano le nostre Chiese e comunità ecclesiali. La communio martyrum è il segno più evidente del nostro cammino comune”.

Il Santo Padre ribadisce la necessità di dare voce alle vittime di tale ingiustizia e violenza per porre rimedio a questa tragica situazione. “Possano i martiri di oggi, appartenenti a molte tradizioni cristiane – conclude Bergoglio – aiutarci a comprendere che tutti i battezzati sono membri del medesimo Corpo di Cristo, la sua Chiesa. Che possiamo considerare questa profonda verità come una chiamata a perseverare nel nostro cammino ecumenico verso la piena e visibile comunione, crescendo sempre più nell’amore e nella reciproca comprensione”.

E questo è proprio ciò che si è voluto mettere in evidenza anche a Tirana: tutte le Chiese devono lavorare con le persone di buona volontà per la giustizia, la pace e lo sviluppo, perché la povertà è il fattore maggiore che genera la violenza. Tutti i cristiani sono esortati a collaborare e a pregare per i fratelli perseguitati e sofferenti, anche se appartenenti ad altre confessioni. Il Forum chiede ai persecutori di fermare le loro violenze, ai governi di rispettare e di proteggere la libertà religiosa, specialmente di proteggere i cristiani e altri perseguitati in nome della fede; ai media di riferire in modo appropriato le violazioni alla libertà religiosa e la discriminazione e la persecuzione dei cristiani.

La voce di 200 milioni di cristiani perseguitati nel mondo è risuonata con forza durante questi giorni. E coincidenza, il Forum è finito nel giorno in cui i cattolici albanesi ricordano il venticinquesimo anniversario della prima Messa celebrata in un cimitero cattolico di Scutari, da un sacerdote sopravvissuto, dopo 50 anni di comunismo ateo in Albania. una coincidenza significativa, che dimostra che se la Chiesa è rinata dalle proprie ceneri in questo piccolo Stato, c’è speranza che risorga ovunque.

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