AIRBUS ABBATTUTO SUL SINAI, L’ISIS INSISTE: “SIAMO STATI NOI” Seconda rivendicazione dello Stato Islamico, "prendete le scatole nere e analizzatele". Scettici gli esperti

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L’Isis ribadisce ancora una volta di aver abbattuto l’Airbus A321 di una compagnia aerea russa con a bordo 224 persone (tutte morte) nella regione del Sinai. Si tratta della seconda rivendicazione che giunge dallo Stato Islamico, il quale tuttavia non ha fornito alcun dettaglio sulle modalità dell’attentato e questo lascia scettici gli esperti.

“Non abbiamo alcun obbligo di spiegare come è stato buttato giù”, hanno affermato gli uomini del Califfato in un comunicato pubblicato ieri, dopo che martedì era stato diffuso un video che mostrava uno dei suoi combattenti in Iraq che celebrava l’incidente. “Prendete il relitto e analizzatelo, prendete le vostre scatole nere e analizzatele, e diteci i risultati della vostra inchiesta”, diceva un uomo nella registrazione. “Provate – continuava – che noi non l’abbiamo abbattuto, e come è caduto. Noi preciseremo come è venuto giù nel momento che sceglieremo”.

Il gruppo ha sostenuto che l’aereo è stato abbattuto nel 17mo giorno del mese di Muharram del calendario lunare, primo anniversario dell’adesione all’Isis del ramo egiziano dell’organizzazione jihadista, attivo nel Sinai. Gli investigatori stanno indagando sull’incidente che ha coinvolto l’aereo della Kogalymavia, che è caduto 23 minuti dopo essere decollato da Sharm el Sheikh. In particolare si stanno analizzando le scatole nere dell’aereo. Le autorità hanno chiarito che l’indagine durerà settimane o mesi, a seconda delle condizioni delle registrazioni nelle scatole nere.

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