BIRRA “AVVELENATA” DURANTE UN FUNERALE IN MOZAMBICO: LA COLPA E’ DI UN BATTERIO L'episodio si verificò nel gennaio del 2015. In un primo momento si temeva che la bevanda artigianale fosse stata corretta con bile di coccodrillo, un potente veleno

336
mozambico

Si chiama “burkholderia gladioli” il batterio responsabile della morte di almeno 70 persone nel villaggio di Chitima, nel nordovest del Mozambico. Nel gennaio 2015, durante una cerimonia funebre, alle persone presenti venne offerto un bicchiere di “phombe”, la tradizionale birra del Mozambico. Il giorno seguente molte persone vennero trovate nelle loro case decedute. Secondo l’allora direttore provinciale della sanità della città, Carla Mosse, la bevanda alcolica era stata avvelenata con della bile di coccodrillo, un potente veleno.

A seguito dell’allarme generato dall’ingente numero di morti, anche l’organizzazione mondiale della Sanità aveva offerto il suo aiuto per indagare sulle reali causa dei decessi. Alcuni campioni erano stati inviati ai laboratori di Maputo per le analisi. In realtà la situazione sembrava un intrigato mistero da risolvere in quanto anche la donna che aveva preparato la birra figurava tra le vittime.

Solo in queste ultime ore si è potuta conoscere finalmente la realtà. Infatti la birra artigianale non era stata avvelenata con bile di coccodrillo, ma era stata preparata con del granturco contaminato da un batterio tossico, il “burkholderia gladioli”. Solo grazie alle analisi effettuate negli Stati Uniti le autorità locali hanno potuto identificare la reale causa del decesso dei partecipanti al funerale.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS