QUELLE DIVISE CHE RISCHIANO LA VITA PER LA PACE

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soldati italiani

Festa di popolo e di una nazione. Oggi si celebrano le Forze Armate in ricordo di quel 4 novembre del 1918 quando fu dichiarata vinta la guerra contro gli austro-ungarici e l’Italia fu riunita. Una ricorrenza che non vuole esaltare ideali bellici e né tanto meno un inno alla guerra. E’ il riconoscimento a quei cinque milioni di morti sugli altpiani carsici e sulle vette dolomitiche. Ai milioni di invalidi che quell’orrendo conflitto mondiale, il primo del secolo buio, consegnò alle proprie famiglie. Eroi sconosciuti arrivati da ogni contrada italiana. Parlavano idiomi diversi al punto che servirono traduttori per gli ordini così che ognuno capisse nel proprio dialetto le disposizioni impartite. Una vittoria che segnò una tappa nell’Unità d’Italia non solo fatta di terre e confini ma di spirito e di fratellanza.

Oggi le Forze armate sono tante altre cose. Sono certamente divise e armi ma quello spirito unitario e di fratellanza viene ogni giorno interpretato nel migliore dei modi e soprattutto onorato nel segno e nel rispetto di quel Tricolore che gli uomini in divisa hanno giurato di servire. Un impegno che non conosce soste, in patria come all’estero. Uomini e donne che ci sono sempre. In ogni frangente. I carabinieri danno fiducia con le loro Gazzelle a pattugliare le città e segnalano la presenza dello Stato dando tranquillità ai paesi. Così come i militari dell’Arma impegnati in Iraq, Palestina, Gibuti, Afghanistan per addestrare le forze di polizia locali e aiutare quelle nazioni a ritrovare pace e sicurezza. Missioni per i nostri soldati dell’Aeronautica che volano giorno e notte per sorvegliare dal cielo che nessuno ci minacci. E come angeli gli equipaggi salvano vite umane con trasporti sanitari di organi da trapiantare, assistendo malati che hanno necessità di cure urgenti e specialistiche e persone colpite da malattie infettive pericolosamente infette. Migliaia sono gli interventi di questo tipo dell’Aeronautica militare che con i suoi velivoli senza pilota sorveglia le acque del Mediterraneo supportando così le unità navali della Marina in quella splendida operazione di soccorso ai migranti. Le navi piene di missili e cannoni sono impegnate da quattro anni a tempo pieno nell’attività di salvataggio delle migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da guerre, fame e persecuzioni. Una battaglia infinita dove solo la preparazione e il coraggio di militari addestrati riesce a limitare il conto delle vittime comunque sempre troppo alto.

I fanti protagonisti indiscussi della Prima guerra mondiale di cui oggi ricorre l’anniversario della vittoria, oggi sono diventati professionisti tecnologici pronti a ogni emergenza. Dalle operazioni combat in Afghanistan per arginare l’avanzata dei terroristi, al mantenimento della pace tra Israele e Hezbollah nel Sud del Libano, al sostegno della rinascita e della costruzione del Kosovo eccoli nelle notre città a proteggerci contro qualsisais minaccia. Sette anni di “Strade Sicure”, l’operazione di sostegno delle forze dell’ordine per il controllo metropolitano e la sorveglianza dei siti sensibili. Quattromila soldati aumentati a 6.500 per l’Expo e ora mantenuti per il Giubileo della Misericordia. Prevengono i roghi nella Terra dei Fuochi, proteggono i cantieri infiniti della Salerno-Reggio Calabria. Difendono il Vaticano e le basiliche così come i loro collegi in Kosovo tutelano i monasteri ortodossi. Oltre 14.000 arresti, più di due milioni di persone controllate e tanti altri numeri a molte cife che determinano il successo. Ma l’Esercito c’è sempre: nelle alluvioni, nei terremoti, nelle emergenze idriche. Le Forze Armate ci sono i perché in ogni momento indossare una divisa e portare un’arma non è solo dei guerrieri ma, nello spirito del 1918, vuol dire far parte di un popolo e essere al suo servizio. Sempre con spirito di abnegazione e solidarietà. Grazie ragazzi.

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