DIFFONDEVANO LE BRUTALITA’ COMMESSE DAL CALIFFATO, DUE ATTIVISTI SIRIANI DECAPITATI IN TURCHIA I due scrivevano su un blog dove denunciavano le violenze e gli abusi commessi dai jihadisti

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Li hanno torturati e poi decapitati. Ibrahim Abd al-Qader e Fares Hamadi sono stati trovati – con la gola tagliata – nelle proprie abitazioni a Sanliurfa, nel sudest turco al confine con la Siria, I due attivisti lavoravano per la multinazionale “Eye on homeland” che produce notizie su varie piattaforme in Siria. I due uomini scrivevano anche su “Raqqa è massacrata lentamente”, il blog che da mesi è impegnato nella diffusione di informazioni sulla vita, le violenze e gli abusi nella roccaforte del Califfato.

Qader era uno dei fondatori dell’agenzia, in prima linea nel documentare le atrocità compiute dall’Isis a Raqqa. I membri del gruppo sono regolarmente minacciati dallo stato islamico, ha detto il fratello di Qader, Ahmed, il quale ha raccontato di essere stato minacciato anche lui. La missione del gruppo è quella di raccontare le atrocità commesse dall’Isis a Raqqa, ma la copertura si era allargata ad altre città siriane.

Gli attivisti, che lavorano anche a contatto con i giornalisti stranieri, sono stati in grado di mostrare il controllo dei jihadisti sulla popolazione civile a Raqqa con tanto di foto e video contrabbandati dal Paese. Un potente contrappeso – fa notare la Cnn – alla macchina della propaganda Isis, che usa regolarmente i social media per diffondere i propri video. In un comunicato, la commissione a protezione dei giornalisti ha esortato le autorità turche ad indagare a fondo sull’omicidio dei due attivisti. La polizia turca ha sequestrato un video della videocamera a circuito chiuso nella zona dove i due sono stati trovati sgozzati e sta esaminando impronte raccolte nelle abitazioni. Almeno 24 persone sono state portate in questura per essere interrogate, mentre un’altra è latitante, ha riferito una fonte a conoscenza delle indagini alla Cnn.

Qader e Hamadi non sono gli unici attivisti ad essere stati uccisi dal sedicente Califfato. Infatti i jihadisti hanno condotto una caccia spietata per individuare ed eliminare gli attivisti, in quanto li considerano alla stessa stregue delle spie. Nel mese di luglio Bashir al Saado e Faysal al Habin sono stati uccisi nel mese di luglio, mentre solo lo scorso mese la stessa sorte è toccata a Rakan Awad, Atallah al Khalaf e Mohamed al Mousa.

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