QUANDO L’ARTE INCONTRA I LEGO: SBARCANO IN ITALIA LE OPERE DI SAWAYA "The Art of the Brick" è allestita al "Spazio Eventi Tirso" fino al 14 febbraio del prossimo anno

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Dalle aule del tribunale alle sale d’esposizione dei musei. E’ questo il percorso che ha fatto Nathan Sawaya, ex avvocato e ora popolarissimo artista statunitense, giunto a Roma per presentare la sua mostra “The Art of the Brick”, allestita al “Spazio Eventi Tirso” fino al 14 febbraio del prossimo anno. Dando voce ai sogni d’infanzia, Sawaya ha scelto di esprimere la sua creatività attraverso i mattoncini Lego, con i quali costruisce coloratissime e complesse sculture di grandi dimensioni. “Quando ero avvocato, dopo una giornata di lavoro avevo bisogno di sfogarmi con l’arte – dice Nathan -: dipingevo, disegnavo, usavo mezzi tradizionali. Poi ho iniziato a sperimentare con i Lego, i giocattoli della mia infanzia. Credo che le mie opere conquistino il pubblico perché i Lego sono giocattoli familiari: così propongo un’arte democratica e accessibile a tutti, in cui ognuno trova il suo approccio”.

Sawaya, nei suoi studi di New York e Los Angeles, possiede oltre 4 milioni di mattoncini, e per ogni scultura in genere non impiega meno di 3 settimane. “Cerco di portare questo gioco da bambini nel mondo dell’arte – ha proseguito -. Mi ispirano molte cose: le persone e le culture diverse che incontro durante i viaggi, oppure le mie stesse emozioni”. Dall’uomo a grandezza naturale che si apre il petto con le mani, allo scheletro di un dinosauro T-Rex lungo 7 metri, dall’enorme cranio fatto di Lego al Buddha seduto. Sono oltre 80 i lavori esposti, una selezione di sbalorditive creazioni in 3D che catturano lo sguardo. Tra queste, sorprendono le riproduzioni di capolavori di grandi artisti, come la Venere di Milo e il Partenone (realizzato con 30201 mattoncini), la Gioconda di Leonardo da Vinci e il Bacio di Klimt, tutte rappresentate sotto forma di sculture o proprio come quadri, “dipinti” con i Lego.

“Volevo riprodurre queste opere per avvicinare alla storia dell’arte anche i bambini, grazie a un linguaggio attraente per tutta la famiglia”. La regina dell’esposizione è la fantasia, che nei modi più vari riesce a comunicare con chi osserva queste sculture colpendone l’immaginario. La Cnn ha già definito “The Art of the Brick” una delle dieci mostre da non perdere al mondo. Sawaya ha appassionato milioni di persone con questo progetto, negli Stati Uniti, ma anche in Australia, Taiwan, Singapore e Cina. Ora anche il pubblico italiano potrà scoprire questo artista: “non potevamo privarcene – ha detto il curatore Fabio Di Gioia -, i Lego appartengono alla nostra infanzia e Sawaya parla al nostro io più profondo”.

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