LA TURCHIA TORNA AD ERDOGAN, HA VINTO IL “SULTANO” Il partito filo-curdo Hdp è riuscito anche stavolta ad entrare in Parlamento superando la soglia di sbarramento record del 10%, ma perde un milione di voti

462
  • English
  • Español

Il presidente turcho Recep Tayyip Erdogan è sosddisfatto del risultato delle nuove elezioni in cui ha riguadagnato la maggioranza assoluta a 5 mesi dalle precedenti in cui l’aveva persa. Un voto, ha detto Erdogan che dimostra come la nazione abbia scelto di proteggere il clima di stabilità e fiudcia. In una dichiarazione, diffusa singolarmente via email, Erdogan ha anche sottolineato che il messaggio piu’ importante di questo voto è rivolto al Pkk: “Le violenze, le minacce e le carneficine non possono coesistere con la democrazia ed il rispetto della legge”.

Con una spinta notevole in soli cinque mesi dalle elezioni turche del 7 giugno, il Partito giustizia e sviluppo (Akp) ha vinto le elezioni anticipate con il 49,4 per cento delle preferenza. Tale risultato garantisce infatti al partito dell’attuale premier Ahmet Davutoglu 315 seggi su 550, numeri che potrebbero consentire il cambiamento della costituzione dal sistema parlamentare a quello presidenziale voluto dall’attuale capo dello Stato e storico ex leader dell’Akp, Recep Tayyip Erdogan. Per un cambiamento della costituzione il partito aveva bisogno di 367 seggi, ma con 330 sarebbe sufficiente per indire un referendum e alcuni membri di altri partiti potrebbero appoggiare le riforme di Erdogan.

La Turchia torna dunque nelle mani del “sultano”. L’appello alla stabilita’ del presidente turco sfonda nell’elettorato nazionalista e riporta il suo partito Akp alla maggioranza assoluta, superando anche i sondaggi più favorevoli e promettendo di guidare ancora la Turchia per i prossimi quattro anni. Un risultato ottenuto nonostante il partito filo-curdo Hdp sia riuscito anche stavolta ad entrare in Parlamento superando la soglia di sbarramento record del 10%, perdendo un milione di voti rispetto a giugno ma diventando il terzo partito per numero di seggi (59) dopo il crollo del nazionalista Mhp, che si ferma a 41.

Ma nel sud-est a maggioranza curda della Turchia è subito esplosa la rabbia per un risultato inatteso che spezza il sogno di fermare il cammino di Erdogan. Mentre ancora il conteggio dei voti era in corso, a Diyarbakir manifestanti curdi hanno appiccato incendi ed eretto barricate, scontrandosi con la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni e una decisa repressione delle proteste. Un assaggio di quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi se proseguirà il muro contro muro.

 

 

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY