L’UOMO, UN ABITANTE DELLO SPAZIO DA QUINDICI ANNI

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Quindici anni fa, il primo equipaggio di esseri umani raggiungeva la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), diventando i primi abitanti dello spazio. E’ una stazione dedicata alla ricerca scientifica, situata nella bassa orbita terrestre, ed è gestita da cinque diverse agenzie spaziale: Nasa, Rka, Esa, Jaxa e Csa. Viaggia intrno al nostro pianeta ad una velocità media di 27 600 km/h. È abitata dal 2 novembre del 2000; l’equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a sei astronauti. Costruita a partire dal 1998, è stato previsto il completamento entro il 2017; dovrebbe restare in funzione fino al 2024, data prevista per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, per poi essere smantellata, distrutta o riutilizzata parzialmente.

Il costo totale è stato stimato dall’ESA in 100 miliardi di euro in 30 anni. Il suo obiettivo, come è stato definito dalla Nasa, è quello di sviluppare e testare tecnologie per l’esplorazione spaziale, sviluppare tecnologie in grado di mantenere in vita un equipaggio in missioni oltre l’orbita terrestre e acquisire esperienze operative per voli spaziali di lunga durata. Ma è anche un laboratorio di ricerca in un ambiente di bassa gravità, in cui gli equipaggi conducono esperimenti di biologia, chimica, medicina e fisica.

La struttura della stazione, con i suoi oltre cento metri di intelaiatura, copre un’area maggiore di qualsiasi altra stazione spaziale precedente, tanto da renderla visibile dalla TERRA a occhio nudo. Le sezioni di cui è composta sono gestite da centri di controllo missione a terra, resi operativi dalle agenzie spaziali che partecipano al progetto.

La Stazione Spaziale Internazionale svolge principalmente la funzione di laboratorio di ricerca scientifica, per la quale offre il vantaggio di essere una piattaforma a lungo termine in ambiente spaziale, in cui possono essere condotti esperimenti di lunga durata in in assenza di gravità. La presenza di un equipaggio permanente permette inoltre di monitorare, integrare, riparare e sostituire gli esperimenti e le componenti della stessa navicella spaziale. Gli scienziati a terra hanno accesso rapido ai dati forniti dal personale di volo e possono modificare esperimenti o fare arrivare nuovi prodotti in breve tempo, cosa generalmente non fattibile su veicoli spaziali senza equipaggio.

Una parte degli scopi della stazione è relativa alla cooperazione internazionale e all’istruzione. L’equipaggio della Iss fornisce opportunità per gli studenti sulla Terra di eseguire esperimenti sviluppati dai partecipanti facendo poi dimostrazioni a scopo didattico. La cooperazione di 14 nazioni diverse al suo sviluppo è certamente un buon banco di prova per future collaborazioni internazionali.

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