MOGADISCIO, ESPLODE UN’AUTO BOMBA IN UN HOTEL: 13 MORTI L'attacco rivendicato dai miliziani somali del gruppo jihadista legato all'Isis di al-Shebaab

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Sono almeno 13 i morti e decine i feriti vittime dell’attacco di stamani all’hotel Sahafi di Mogadiscio, in Somalia, frequentato principalmente da politici e funzionari nazionali. Alle 5.30 locali, ha riferito una fonte della sicurezza somala, un kamikaze a bordo di “un’autobomba si è schiantato contro l’Hotel Sahafi” che sorge non lontano dal quartier generale della polizia criminale (Cid). Subito dopo l’esplosione ne è stata avvertita un’altra, seguita dal crepitare di mitragliatrici. Uomini armati di mitragliatrici hanno fatto irruzione nell’albergo dove gli scontri a fuoco tra assalitori e forze di sicurezza sarebbero andati avanti per almeno tre ore. Secondo una fonte della polizia somala, il maggiore Osman Ali, “i miliziani armati di mitragliatrici sparavano da un tetto”. Tra le vittime, anche il proprietario dell’albergo.

L’attacco è stato rivendicato dai miliziani somali dal gruppo jihadista al-Shebaab, legati all’Isis. Alle operazioni di resistenza contro i miliziani hanno partecipato anche gli uomini dell’Amisom, la Missione dell’Unione Africana in Somalia, che da tempo collabora alla guerra delle truppe somale contro gli Shebaab che tentano da anni di destituire con la forza il governo appoggiato dalla comunità internazionale e imporre la sharia nel Paese del corno d’Africa. I terroristi di questo gruppo hanno utilizzato con frequenza in passato le autobombe come mezzo per entrare negli edifici e negli obiettivi strategici. Nel 2009, nello stesso albergo, vennero rapiti due 007 francesi, uno dei quali riuscì in seguito a fuggire. Il secondo venne ucciso dagli stessi miliziani durante un fallito tentativo di salvataggio.

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