DICIASSETTE ANNI FA NASCEVA LA CORTE DI STRASBURGO

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Il 1 novembre di 17 anni fa veniva istituita, con sede a Strasburgo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). E’ un tribunale internazionale nato sulla base della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e della Libertà Fondamentali del 1950, per assicurarne l’applicazione ed il rispetto. Vi aderiscono tutti i 47 membri del Consiglio d’Europa. Sebbene abbia sede a Strasburgo, il Cedu non fa parte dell’Unione Europea. La Corte può conoscere sia ricorsi individuali che da parte degli Stati, in cui si denunci la violazione di una delle disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli.

Le sentenze della Corte sono impugnabili, solo in situazioni eccezionali, davanti alla Grande Camera entro tre mesi dalla pronuncia, decorsi i quale sono considerate definitive. Gli Stati firmatari della Convenzione si sono impegnati ad eseguire le decisioni della Corte europea. Il controllo sull’adempimento di tale obbligo è rimesso invece al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Su richiesta di questo Comitato, il Cedu può emettere pareri consultivi su questioni giuridiche riguardanti la interpretazione della Convenzione e i suoi protocolli addizionali.

La Corte è formata da tanti giudici quanti sono le nazioni aderenti alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, eletti dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa tra i tre candidati proposti da ogni Stato per un mandato di nove anni non rinnovabile. I giudici eleggono tra loro un Presidente e due Vicepresidenti, con mandato triennale e rieleggibili.

La Corte si divide in cinque sezioni: all’interno di ognuna di esse sono formati, per un periodo di dodici mesi, dei comitati formati da tre giudici, che hanno il compito di esaminare, in via preliminare, le questioni sottoposte all’organo giurisdizionale. Inoltre vengono formate all’interno di ciascuna sezione delle camere composte da sette giudici che risolvono in via ordinaria i casi presentati davanti alla Corte. Quella Grande, formata dal presidente della Corte, dai vicepresidenti e da altri quattordici giudici per un totale di diciassette membri, esamina invece solo i casi complessi.

Finora, anche se tutti i suoi membri hanno aderito alla Convenzione, l’Ue non l’ha fatto perché non aveva competenza. Tuttavia, l’articolo 6 del Trattato di Maastricht impone a tutte le istituzioni dell’Unione di rispettare la Convenzione. In questo modo la Corte di giustizia sarebbe tenuta al rispetto delle sentenze della Corte dei diritti dell’uomo, e sarebbe risolto il problema del possibile conflitto fra le due corti.

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