I “NUOVI ITALIANI”: SONO 800 MILA GLI STRANIERI NATI IN ITALIA Un dossier statistico sull'immigrazione Idos/Unar rivela che nel 2014 sono 75.067 i bambini stranieri nati nel 2014, ovvero il 14,9% del totale

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Sono 800mila i “nuovi italiani” – gli stranieri nati in Italia – negli ultimi dieci anni. Solo nel 2014 sono nati 75.067 bambini stranieri, ovvero il 14,9% del totale. Sono questi alcuni dei dati inclusi nel Dossier statistico immigrazione Idos/Unar, l’annuario socio-statistico dedicato al fenomeno dell’immigrazione in Italia patrocinato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presentato a Roma nei giorni scorsi. In base ai dati Istat, in Italia, su un totale di 502.596 bambini nati nel corso del 2014, quelli stranieri – che come tali sono nati da genitori non italiani che vivono nello Stivale – sono 75.067, ovvero il 14,9% del totale. Si tratta di un valore assoluto inferiore rispetto a quello del 2013. I nuovi nati stranieri del 2014 hanno visto i propri natali per circa i due terzi (65,6%) nell’Italia settentrionale (37,8% nel Nord-Ovest e 27,8% nel Nord-Est, dove vivono rispettivamente il 34,4% e il 25,0% di tutti gli stranieri residenti. In particolare, è la Lombardia che detiene il primato assoluto con un quarto del totale, seguita da Emilia Romagna (8.815 e 11,7%), Veneto (8.813 e 11,7%) e Lazio (7.702 e 10,3%).

Per quel che riguarda il sesso e la nazionalità di origine, i dati dell’ultimo Censimento – anch’essi elaborati dall’Istat – attestano a fine 2011 la presenza di 608.623 stranieri nati in Italia di cui 314.104 (il 51,6%) di genere maschile. Si tratta di una compagine costituita per oltre i due quinti (41,4%) da europei (con la sola Europa centro-orientale a incidere per circa un quarto), per poco meno di un terzo (31,0%) da africani (con l’Africa settentrionale che da sola pesa per il 22,5%), per più di un quinto da asiatici (con l’Estremo Oriente che incide da solo per l’11,8%) e per poco più di un ventesimo da americani (quasi tutti rappresentati da latino-americani). In particolare, la cittadinanza più diffusa è quella marocchina con il 15,2% del totale, seguita dalla romena e albanese, ciascuna con il 13,9%, quindi dalla cinese con il 7,7%.

Il Dossier sottolinea che – dei 5.421.000 di stranieri regolari nel nostro Paese – in 4 casi su 10 si tratta di minorenni (39,4%) che hanno acquisito la cittadinanza italiana per trasmissione automatica da almeno uno dei due genitori, un dato questo attestante il carattere familiare e stabile dell’insediamento. Inoltre, si rileva un picco nel tasso di acquisizione per cento stranieri residenti fra i diciottenni (8,3 contro un valore medio del 2,6), che riguarda nei tre quarti dei casi nati in Italia e rimanda alla possibilità loro riconosciuta di accedere alla cittadinanza italiana, facendone richiesta, al compimento della maggiore età: una possibilità sempre più agita dai ragazzi di seconda generazione, anche grazie alle capillari campagne informative condotte negli ultimi anni.

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