DISASTRO AEREO NEL SINAI, PRECIPITA VELIVOLO RUSSO: 224 MORTI

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Era stato sottoposto a un’ispezione prima di partire da Sharm el-Sheikh ed era in “buono stato” per volare l’aereo russo schiantatosi sui monti del Sinai. Una tragedia senza superstiti: morte infatti le 224 persone a bordo, quasi tutte di nazionalità russa

Il velivolo era decollato da Sharm El Sheikh, in Egitto, e diretto a San Pietroburgo. L’aereo, un Airbus A-321, era stato fabbricato nel 1997 e aveva alle spalle circa 56mila ore di volo con quasi 21mila viaggi, ma non era certo “a rischio”. Eppure qualcosa è accaduto, tanto da provocarne lo schianto.

Un gruppo militante attivo nel Sinai e affiliato al sedicente Stato islamico (Is) ha subito rivendicato l’abbattimento. In un breve comunicato diffuso dai jihadisti sui social network si legge che “i soldati del califfato sono riusciti ad abbattere un aereo russo nel Sinai”. Le autorità egiziane sostengono tuttavia che il velivolo sia precipitato a causa di un “guasto tecnico” ed escludono ogni ipotesi di abbattimento o attentato. Cos’ come le autorità russe, che smentiscono categoricamente che l’Isis abbia un qualche ruolo in quesdta vicenda.

Esperti citati dalla Bbc, comunque, sostengono che i jihadisti della ‘Provincia del Sinai’ dispongano di lanciamissili terra-aria, ma che l’aereo viaggiava a un’altitudine di circa 9.500 metri ed era quindi fuori dalla gittata dei lanciamissili. Air France e Lufthansa hanno comunque sospeso i voli verso il Sinai in via precauzionale.

I resti delle vittime dell’incidente sono stati trasportati in un aeroporto militare vicino al canale di Suez. Tutte persone che rientravano da una vacanza a Sharm el-Sheikh. Tra loro c’erano anche 17 tra bambini e ragazzini e sette membri dell’equipaggio. All’aeroporto pietroburghese di Pulkovo, dove l’Airbus A321 della Kogalymavia sarebbe dovuto atterrare, scene di dolore e disperazione. La russa ha sospeso ogni programma e mandato in onda lo strazio dei parenti delle vittime, che non riescono a trattenere le lacrime. La protezione civile russa ha mandato sul posto oltre 30 psicologi.

Intanto all’aeroporto di San Pietroburgo i sanitari prelevano dei campioni di sangue dai parenti delle vittime: serviranno, se necessario, per i futuri esami del Dna per identificare le vittime.

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