COSA CI LASCIA EXPO 2015

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Expo come esempio di rispetto e accoglienza delle diversità. Nonostante le file abnormi, i progetti decisi ma non portati a termine, le inchieste giudiziarie, alla fine l’Esposizione universale è stata comunque un successo. Secondo il commissario unico, Giuseppe Sala, che ha partecipato alla cerimonia ufficiale per le celebrazioni del BIE Day, la Giornata dedicata al Bureau International des Expositions, “Expo è stato un impegno civico molto profondo a tutti i livelli della società” e “un evento globale con elevati standard di qualità – ha sottolineato – che ha accolto persone di varie etnie, età, religione, orientamento sessuale, identità, disabilità. Siamo orgogliosi di sapere che i visitatori hanno apprezzato tutto questo e ci auguriamo che questa eredità rimanga anche per le Expo future”.

“Dopo questa lunga avventura possiamo ora festeggiare il successo di Expo Milano 2015 – ha commentato il segretario generale del BIE, Vicente Gonzales Loscertales -. Questa Esposizione è riuscita in pieno a creare un dialogo costruttivo tra governi e società civile attorno al tema di ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’, alla base del nostro futuro”. Loscertales si è poi congratulato col Governo italiano e con gli organizzatori “per l’impegno, la determinazione e l’entusiasmo”.

Convenevoli a parte, cosa è rimasto del tema centrale di Expo 2015? Su tutto, la “Carta di Milano”, il documento su diritto al cibo e all’acqua. Oggi nel mondo circa 800 milioni di persone soffrono di fame cronica e più di due miliardi di persone sono malnutrite. Eppure ogni anno,1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene sprecato mentre le risorse della terra, le foreste e i mari sono sfruttati in modo insostenibile. Una presa di coscienza non è più rinviabile.

C’è chi ha definito un protocollo di Kyoto dell’ alimentazione ma in realtà è qualcosa di più. Il protocollo di Kyoto era un impegno fra Paesi. Qui a prendere in primissimo luogo l’impegno è la gente che dal primo maggio ha potuto sottoscriverlo all’esposizione universale a Palazzo Italia o online sul sito della carta. Sono oltre 50 i Capi di Stato e di Governo che lo hanno firmato a Milano e oltre un milione le persone che lo hanno sottoscritto prima che, lo scorso 16 ottobre, il testo venisse consegnato al segretario dell’Onu Ban Ki-moon. “Noi donne e uomini, cittadini di questo pianeta – recita la carta presentata – sottoscriviamo questo documento per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo che riteniamo debba essere considerato un diritto umano fondamentale”. E anzi “consideriamo una violazione della dignità umana il mancato accesso a cibo sano, sufficiente e nutriente, acqua pulita e di energia”. L’impegno dei singolo è a non sprecare e a “consumare solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno”, a riciclare e rigenerare, tener conto dell’impatto sull’ambiente. Gli impegni però riguardano anche le associazioni, cioè la cosiddetta società civile, e le imprese chiamate a rispettare l’ambiente e favorire forme di lavoro che non sfruttano ma contribuiscono alla realizzazione delle persone. E poi ci sono le richieste ai governi, per garantire il diritto al cibo, tutelare suolo, puntare sulla ricerca, combattere gli sprechi.

Cos’altro rimarrà? Ogni esposizione universale ha il suo simbolo. Se la Tour Eiffel a Parigi, costruita per l’Expo del 1889, è diventata uno dei monumenti più conosciuti del mondo, all’esposizione di Milano è l’Albero della Vita l’opera destinata a rimanere. Non solo nel cuore dei visitatori che per sei mesi hanno ammirato i suoi spettacoli di luci, suoni e colori, ma anche fisicamente al centro della Lake Arena di fronte a Palazzo Italia.

Oggi dunque, dopo sei mesi di grandi numeri, tornelli e metal detector chiuderanno alle 17 per evitare il tutto esaurito oltre i limiti consentiti: i visitatori potranno rimanere nel sito e festeggiare fino a mezzanotte.
Cala il sipario sull’evento dei record: oltre 21 milioni di visitatori (fra cui 2 milioni di bambini), un terzo dei quali stranieri, 60 leader politici, da Putin alla Merkel a Michelle Obama, migliaia fra eventi, dibattiti, concerti, show. Soltanto l’Albero della Vita ha offerto 1260 spettacoli con musica, giochi d’acqua ed effetti speciali: ad ammirare l’installazione simbolo di Expo, 14 milioni di persone, che hanno postato su Fb ottocentomila foto.

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