RAFFICA DI DIMISSIONI, CADE LA GIUNTA MARINO

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Ora è finita davvero: Ignazio Marino non è più il Sindaco di Roma. Ventisei consiglieri comunali hanno consegnato le loro dimissioni nella mani di Valeria Baglio, presidente dell’Assemblea Capitolina, determinando la caduta di Giunta e primo cittadino. Una decisione drastica adottata dopo il ripensamento del “marziano” sul passo indietro compiuto il 12 ottobre. A staccare la spina al chirurgo è stato il Partito Demcratico dopo una serie di riunioni fiume con il commissario capitolino Matteo Orfini che hanno portato 19 consiglieri a lasciare. A essi si sono accodati Svetlana Celli (Lista civica Marino), Daniele Parrucci (Cd), Alfio Marchini e Alessandro Onorato (Lista Marchini), Roberto Cantiani (Ncd), Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato del movimento politico che fa capo a Raffaele Fitto.

La giornata era iniziata con la notizia, riportata da Repubblica, dell’avviso di garanzia recapitato all’ex Sindaco per la presunta rimborsopoli a danno di Roma Capitale. Il reato ipotizzato dai magistrati è quello di peculato. “Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato. E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli” Marino si era affidato a Salvador Allende per commentare lo tzunami, giudiziario e politico, che lo ha travolto.

Le indagini a carico di Marino hanno avuto un peso determinante nella partita per il Campidoglio. Ieri il Sindaco aveva deciso di ritirare le dimissioni formalizzate il 12 ottobre scorso, attirando su di sé le ire del Pd romano. “Sono assolutamente pronto a confrontarmi con la mia maggioranza – aveva spiegato – a illustrare quanto fatto, le cose positive, gli errori, la visione per il futuro”. Marino aveva definito l’Aula “un luogo sacro per la democrazia”

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