HILLARY CLINTON: “LA PENA DI MORTE NON DOVREBBE ESSERE ABOLITA” Secondo la candidata democratica in corsa per le presidenziali 2016 l'esecuzione capitale dovrebbe essere usata in modo più giudizioso "molto limitato e raro"

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Secondo Hillary Clinton la pena di morte non dovrebbe essere abolita, ma dovrebbe essere uno strumento da usare in modo molto più giudizioso, “molto limitato e raro”. La candidata democratica in corsa per le presidenziali 2016 si è espressa per la prima volta sull’argomento e la sua posizione è in contrasto con l’ala più liberale del suo partito e con Bernie Sanders, suo rivale democratico che si oppone alla pena di morte. La ex first lady stava partecipando ad un incontro con gli elettori a Manchester e l’argomento principale era l’aiuto alle piccole imprese e i posti di lavoro, quando uno degli elettori le ha rivolto una domanda sulla pena di morte. Hillary, da sempre abolizionista, ha spiegato che non ha cambiato idea in merito, ma di non avere nessuna intenzione di battersi affinché venga abolita.

“Abbiamo un sacco di prove – ha detto la Clinton – che è stata troppo spesso applicata e troppo speso in modo discriminatorio. Ma credo che ci siano alcuni casi eclatanti che meritano ancora la pena di morte”. La sua pesa di posizione ha deluso l’la liberal del partito ed ha fatto infuriare il senatore Bernie Sanders e Martin O’Malley, anche loro candidati alla Casa Bianca. “La pena di morte è un deterrente inefficace alla criminalità e dobbiamo abolirla”, ha dichiarato O’Malley.

Ma negli ultimi tempi, anche uno dei “saggi” della Corte suprema degli Stati Uniti ha aperto a una possibile decisione sull’incostituzionalità della pena di morte. Per Antonin Scalia, giudice 79enne conservatore e di origine italiane, le decisioni della Corte Suprema sulla pena di morte hanno finora reso “praticamente impossibile imporla. Ma – ha precisato – non l’abbiamo ancora considerata formalmente anticostituzionale”.

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