IL TWEET DI BERGOGLIO: “SAN MICHELE ARCANGELO CI DIFENDA DALLE INSIDIE DEL DIAVOLO” Il Pontefice ha anche spiegato come "Dio non condanna e non può non amare". Siamo noi che preferiamo la vanità al suo amore

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“Chiediamo l’aiuto dell’arcangelo Michele per difenderci dalle insidie e dalle trappole del Diavolo”. E’ l’invocazione che questa mattina Papa Francesco ha lanciato dall’account twitter @Pontifex. Dopo aver raggiunto i milioni di follower che lo seguono attraverso la piattaforma dei cinguettii, Il Pontefice ha celebrato la consueta messa a Casa Santa Marta. “Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali e voi non avete voluto!”. Attribuite a Dio e pronunciate da Papa Francesco nell’omelia di oggi, queste parole rappresentano “una immagine di tenerezza” perché, ha spiegato lo stesso Pontefice, descrivono il Signore “come la chioccia con i pulcini”, ma al tempo stesso ci richiamano alla realtà del peccato perché aggiungono: “voi avete rifiutato”. “Dio – infatti – non condanna e non può non amare! E questa è la nostra sicurezza. Io posso rifiutare quell’amore, posso rifiutare come ha rifiutato il buon ladrone, fino alla fine della sua vita. Ma lì lo aspettava quell’amore”.

“Il più cattivo, il più bestemmiatore è amato da Dio con una tenerezza di padre, di papà”, ha aggiunto Francesco sottolineando che “Dio il Potente, il Creatore può fare tutto: Dio piange!”. “Ogni uomo, ogni donna – ha ricordato – può rifiutare il dono”, preferire la sua vanità, il suo orgoglio, il suo peccato. “Ma il dono c’è”: “Il dono è l’amore di Dio, un Dio che non può staccarsi da noi. Quella è l’impotenza di Dio. Noi diciamo: ‘Dio è potente, può fare tutto!’. Meno una cosa: staccarsi da noi! L’impotenza di Dio – ha scandito – è la sua incapacità di non amare”. “Nel Vangelo – ha sottolineato Bergoglio – quell’immagine di Gesù che piange sopra Gerusalemme, ci fa capire qualcosa di questo amore. Gesù ha pianto! Pianse su Gerusalemme e in quel pianto è tutta la impotenza di Dio: la sua incapacità di non amare, di non staccarsi da noi”.

Così “nel pianto di Gesù su Gerusalemme, in quelle lacrime, è tutto l’amore di Dio. Dio piange per me, quando io mi allontano; Dio piange per ognuno di noi; Dio piange per quelli malvagi, che fanno tante cose brutte, tanto male all’umanità… Dio ci aspetta, non condanna, piange. Perché? Perché ama!”. “Dio – ha ripetuto Francesco – può solo amare, non condanna, l’amore è la sua debolezza e la nostra vittoria”. “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?”. Se Dio ci salva, chi ci condannerà?”, si è domandato allora Francesco. “Noi – ha poi concluso il Pontefice – siamo tanto legati all’amore di Dio, che nessuna persona, nessuna potenza, nessuna cosa ci potrà separare da questo amore. Paolo ha visto nel dono, ha visto di più, quello che dà il dono: è il dono della ricreazione, è il dono della rigenerazione in Cristo Gesù. Ha visto l’amore di Dio. Un amore che non si può spiegare”.

 

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