L’OMS METTE NEL MIRINO ANCHE IL CAFFE’

487
caffè

Dopo la carne rossa, specie se lavorata, nel mirino dell’Oms finisce anche il caffè, altra passione degli italiani e non solo. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha, infatti, in agenda una valutazione di questa e di altre “bevande molto calde”. Il primo meeting degli esperti, previsto nella settimana tra il 2 e il 9 febbraio 2016, riguarderà un elenco preliminare di sette molecole tra cui una della classe dei bisfenoli, già conosciuti perché interferiscono con alcuni ormoni umani, la dimetilformammide, uno dei principali solventi usati nelle reazioni chimiche e l’idrazina, che fra i vari utilizzi ha anche quello di propellente per alcuni tipi di razzi.

Tra il 24 e il 31 maggio 2016 verrà affrontato invece dagli esperti dell’Iarc il tema “Caffé”, mate (tanto apprezzata dal Papa), e altre bibite. Per questa monografia la fase di raccolta dati, in cui chiunque può segnalare studi scientifici riguardanti la cancerogenicità, si chiuderà il prossimo 22 aprile, mentre la ricerca degli esperti che faranno la valutazione si è chiusa lo scorso 25 settembre. L’indicazione di rivalutare gli studi sul caffè e le altre bevande calde viene da un panel di esperti convocati dalla stessa Iarc, che nel 2014 ha definito, e descritto su Lancet Oncology, le priorità dell’agenzia nel periodo 2015-2019.

Tra le altre sostanze su cui indagare la commissione ha indicato le carni, che sono state appunto oggetto dell’ultima monografia, l’aspartame, i supplementi a base di ferro ma anche l’obesità e il lavoro su turni. In realtà per il caffè si tratta di una “rievaluation”, che segue quella fatta nel 1991 che lo aveva messo nel gruppo 2B, quello dei “possibly carcinogenic”. “C’e’ una evidenza limitata – avevano concluso all’epoca gli esperti – che il consumo di caffe’ provochi il cancro alla vescica, mentre gli esperimenti escludono una cancerogenicità per mammella e stomaco, e c’e’ una evidenza inadeguata per altre parti del corpo”. Il caso delle carni non è il primo a scatenare le polemiche contro le valutazioni dell’Iarc. L’ultimo in ordine di tempo risale al 2013, quando l’agenzia ha messo i prodotti di combustione del diesel nel gruppo 1, quello a maggiore pericolosità, suscitando le ire dei produttori di auto. Il tutto mentre il Parlamento europeo dà il suo placet all’arrivo sulle nostre tavole di insetti, vermi, larve, scorpioni, ragni, alghe, prodotti di colture cellulari, tessuti, nuovi nanomateriali e coloranti. Saranno pure nocivi ma bistecca e caffè ci sembrano decisamente più invitanti.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY