MEDIO ORIENTE: SCONTRI A HEBRON, LA POLIZIA UCCIDE UN PALESTINESE E' la terza vittima in pochi giorni. La città è stata teatro di incidenti tra manifestanti arabi e forze dell'ordine

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Non si ferma la scia di vittime in Medio Oriente dopo l’intifada dei coltelli. Un giovane palestinese è morto ieri sera a Hebron, in Cisgiordania, ucciso in un posto di blocco delle forze di sicurezza israeliane. Si tratta del terzo palestinese ucciso a Hebron in pochi giorni. Nella città ci sono stati ieri violenti scontri tra manifestanti arabi e sicurezza israeliana durante una manifestazione esplosa al termine del funerale di un altro giovane ucciso il giorno prima. Gli incidenti, secondo l’emittente televisiva “al Jazeera”, sono determinati anche dal fatto che le forze israeliane si rifiutano di consegnare le salme di due palestinesi morti alle loro famiglie”. Il ragazzo di 22 anni ucciso ieri sera nei pressi di una colonia israeliana è stato accusato di aver tentato di accoltellare un soldato israeliano.

La manifestazione era iniziata al termine dei funerali di Iyad Jaradat, il giovane palestinese ucciso lunedì sempre a Hebron dai proiettili israeliani. Più di un migliaio di palestinesi sono stati arrestati dalle autorità israeliane dall’inizio del mese di ottobre, quando sono iniziati gli scontri a Gerusalemme est nella moschea di al Aqsa. Il comitato dei prigionieri palestinesi, un gruppo di pressione che difende migliaia di attivisti palestinesi anti-occupazione incarcerati da Israele, ha annunciato in una nota che gli arresti includono giovani della Cisgiordania, di Gerusalemme e cittadini arabi d’Israele. Tra le città più interessate, Hebron, nel sud della Cisgiordania con 221 arresti registrati, Gerusalemme (201) e Ramallah (138).

Nonostante gli appelli alla calma e al dialogo lanciati in questi giorni dalla comunità internazionale Israele e Territori palestinesi continuano ad essere teatro di violenze e scontri in quella che secondo molti analisti rappresenterebbe la terza intifada palestinese. Infatti secondo i palestinesi le incursioni da parte delle forze di sicurezza israeliane nell’area della Spianata delle Moschee (Monte del Tempio per gli ebrei) e le restrizioni imposte alla popolazione musulmana nel visitare il sito a suscitare prima le violenti proteste e in seguito l’ondata di attacchi contro cittadini israeliani. I palestinesi sostengono che il governo di Gerusalemme voglia mutare lo status quo nell’area della Spianata delle Moschee in vigore dal 1967 che di fatto consente ai palestinesi la gestione del sito, in coordinamento con il governo giordano. Proprio per arginare l’ondata di attacchi contro cittadini di religione ebraica il governo israeliano ha varato una serie di misure che consentono ai militari e alla polizia di colpire, anche a morte, qualsiasi persona sorpresa a compiere attacchi, spesso condotti con coltelli o auto lanciate contro persone in sosta alle fermate dei mezzi pubblici.

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