50ESIMO ANNIVERSARIO DELLA “NOSTRA AETATE”, IL CARD. TAURAN: “NON HA PERSO NULLA DELLA SUA ATTUALITA'” Oggi il Papa dedicherà la sua udienza generale all'anniversario, in forma "interreligiosa"

315
nostra aetate

“E’ interessante, a cinquant’anni di distanza, rileggere questo documento e constatare che non ha perso nulla della sua attualità. Certamente ha ispirato i membri della Chiesa cattolica a livelli diversi per promuovere relazioni di rispetto e di dialogo con persone di altre religioni, e continua a essere un punto fermo di riferimento per queste relazioni”. E’ quanto ha detto il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, nel convegno internazionale alla Pontificia Università Gregoriana sui 50 anni della Nostra Aetate, la dichiarazione conciliare sui rapporti tra la Chiesa e le religioni non cristiane.

Oggi il Papa dedicherà la sua udienza generale all’anniversario, in forma “interreligiosa”. “Pochi decreti del concilio – ha affermato Tauran – risultano altrettanto opportuni nel doloroso momento storico che ci troviamo a vivere. Questo testo conferisce ai cattolici un ruolo particolare di attori della riconciliazione nell’attuale situazione internazionale. A tale proposito, Papa Francesco sta rendendo un servizio immenso alla causa del dialogo interreligioso con i suoi gesti, le sue visite e i suoi discorsi”.

“Se fosse necessario – ha aggiunto -, a testimonianza di ciò che sto dicendo, desidero ricordare che è stato proprio Papa Francesco a volere che si tenesse in Piazza San Pietro, mercoledì 28 ottobre, un’udienza generale interreligiosa, alla quale siamo tutti invitati a partecipare, dedicata proprio alla ricorrenza del 50/mo della Nostra aetate”. Secondo il porporato francese, la Nostra aetate “ha esortato i cristiani ad andare incontro agli altri credenti avendo chiara la propria identita’ e con uno spirito di rispetto, stima e collaborazione. Chi si è posto così sulla strada del dialogo interreligioso ha potuto scoprire l’opera di Dio nelle altre religioni, quegli elementi di verità e di grazia che vi sono presenti e che sono veri e buoni. Beni preziosi, sia religiosi che umani, espressioni di verità che illuminano tutto il genere umano”.

“In questi tempi, per tanti motivi bui e difficili – ha aggiunto –, sono convinto che lo scopo del dialogo tra le religioni è quello di fare un percorso comune verso la verità. Un percorso che deve tener conto dell’identità di chi dialoga: non si può dialogare nell’ambiguità. Dell’attenzione all’altro: chi prega e pensa in maniera diversa dalla mia non è un nemico. E della sincerità delle intenzioni reciproche”. “Occorre senza dubbio intensificare la fruttuosa cooperazione con i credenti di altre religioni su tematiche di comune interesse in vista del bene della famiglia umana e della nostra casa comune – ha concluso Tauran -. Credo di potere affermare che gli anni a venire vedranno la Chiesa ancor più impegnata a rispondere alla grande sfida del dialogo interreligioso. Esso è, fra l’altro, presupposto per quella pace che è un bene indispensabile per tutti e anelito di ogni essere umano e alla quale ogni religione, con il proprio bagaglio religioso e umano, può contribuire grandemente”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS