NCD PERDE ANCORA PEZZI: SI DIMETTE CARLO GIOVANARDI L'ex ministro: "Siamo gli utili idioti di Renzi". Gli alfaniani replicano: "Abbiamo un peso nelle scelte di governo"

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Nuovo terremoto all’interno di Ncd dopo le dimissioni da coordinatore di Gaetano Quagliariello. A mettere in crisi il partito di Angelino Alfano stavolta è Carlo Giovanardi. “Basta essere gli utili idioti di Renzi. Il Nuovo centrodestra ha fallito” ha detto l’ex ministro per spiegare la sua scelta. Da parte loro i vertici dei centristi hanno rivendicato il ruolo giocato sulla manovra e, più in generale, sulle strategie del governo. Ieri lo spunto è arrivato dal ministro Dario Franceschini che, parlando dell’innalzamento del limite del contante a 3mila euro ha sottolineato: “Con Alfano abbiamo discusso più volte, questa volta ha vinto lui”.

Parole alle quali replica prima la portavoce di Ncd, Valentina Castaldini (“Franceschini conferma il peso di Ncd, con buona pace di chi continua a dire che siamo schiacciati sul Governo”) e poi lo stesso Angelino Alfano, che ha sottolineato come il suo collega abbia “ragione e vigileremo perche’ la vecchia sinistra non ottenga passi indietro”. Una replica che, indirettamente, si rivolge anche a chi, come Giovanardi oggi dice “no” prendendo atto – assieme ad alcuni coordinatori provinciali, un sindaco, e diversi esponenti emiliani – “dell’incomprensibile atteggiamento di Ncd, disponibile ad accettare qualsiasi forzatura pur di non mettere in discussione la sua partecipazione al Governo sino a teorizzare un’alleanza strategica con la sinistra”.

Un addio, quello Giovanardi alla maggioranza, che va inquadrato nei malumori crescenti di una parte del partito, ai quali hanno dato il la’ le dimissioni di Quagliariello. L’ex ministro starebbe lavorando a un movimento che parta dal territorio, piu’ che dai palazzi, che faccia riferimento al civismo e ai movimenti che hanno portato alla vittoria del centrodestra a Venezia, Nuoro od Arezzo. Interlocutori naturali potrebbero essere il movimento di Flavio Tosi o i Conservatori e riformisti di Raffaele Fitto anche se qualsiasi movimento a livello di gruppi parlamentari sarebbe stato rimandato a dopo il primo ok alla manovra. Di certo Giovanardi non è il solo scontento.

Tra i nomi che rimbalzano si fanno quelli di Andrea Augello, Eugenia Roccella o Vincenzo Piso con il dossier unioni civili (sul quale oggi il M5S incalza il governo sottolineando come, senza Giovanardi, non abbia più “alibi” per rallentare l’iter) a fare da detonatore. “Noi siamo quelli che consentiamo a Renzi di governare con i nostri voti e in cambio lui che fa? Tutto ciò che a noi non piace lo fa passare con i voti del M5S?”, ha tuonato Giovanardi, individuando nelle Comunali 2016 il teatro di questa nuova area che si affaccia nel centrodestra e negando qualsiasi ingresso in Fi. Ma il dialogo con Silvio Berlusconi resta sullo sfondo in un centrodestra oggi più che mai frammentato e che vede gli azzurri e Alfano oggi agli antipodi.

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