BERGOGLIO INVIA UNA CORONA DEL ROSARIO AI DETENUTI DI PORDENONE In occasione della rassegna editoriale "La Libreria Editrice Vaticana a Pordenone. Ascoltare, leggere, crescere" riceveranno anche due libri, editi dalla LEV "Dite ai detenuti che prego per loro" e "Anche il Signore è un carcerato" che raccolgono gli interventi di Papa Francesco sui detenuti e la situazione delle carceri

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I detenuti del carcere mandamentale di Pordenone riceveranno un regalo molto speciale. Papa Francesco ha deciso di inviare ai 70 ospiti dell’istituto penitenziario un a corona del rosario e, in occasione della rassegna editoriale “La Libreria Editrice Vaticana a Pordenone. Ascoltare, leggere, crescere”, in corso nella città friulana, riceveranno anche due libri, editi dalla LEV, “Dite ai detenuti che prego per loro” e “Anche il Signore è un carcerato” che raccolgono gli interventi di Papa Francesco sui detenuti e la situazione delle carceri.

A presentare i libri del Papa nel carcere di Pordenone saranno Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale e già ministro della Giustizia, Francesco Pedoja, presidente del Tribunale di Pordenone, Alberto Quagliotto, direttore del Carcere di Pordenone, padre Edmondo Caruana, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei Cappellani delle Carceri Italiane, don Gino Rigoldi di Comunità Nuova di Milano, don Piergiorgio Rigolo, cappellano del Carcere Mandamentale di Pordenone e mons. Luciano Padovese, direttore della Casa dello Studente “A.Zanussi” di Pordenone.

“Papa Francesco – dichiara don Giuseppe Costa, direttore della LEV – è sempre vicino alle persone che vivono nelle carceri e in occasione del Giubileo della Misericordia ha stabilito che la porta della loro cella si trasformi in una vera e propria Porta Santa”. “Ogni volta che il detenuto, per l’intero periodo dell’Anno Santo, attraverserà la porta della propria cella rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre otterrà – ha affermato il Papa – l’indulgenza giubilare”. Questo “gesto” significa per i detenuti “il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, e’ anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà”.

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