LA POLIZIA DI NEW YORK BOICOTTA TARANTINO: “GLORIFICA CRIMINE E VIOLENZA” Il sindacato degli agenti attacca il regista che aveva partecipato a una manifestazione contro gli abusi commessi da alcuni tutori dell'ordine negli Usa

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Le proteste contro le violenze della polizia americana potrebbero costare caro a Quentin Tarantino. Il regista di “Pulp fiction” aveva partecipato sabato scorso a una marcia che chiedeva giustizia per i troppi casi di sospetti morti mentre erano detenuti o fermati. “Non sorprende che chi nella vita glorifica crimine e violenza sia poi uno che odia i poliziotti”, ha detto Patrick Lynch, presidente della Patrolmen’s Benevolent Association, il più grande sindacato degli agenti. “E’ venuto il momento -ha continuato Lynch, tradendo un disgusto profondo e forse alimentato da tempo- di boicottare i film di Tarantino, in questi giorni impegnato nella messa a punto del lancio di “The Hateful Eight”, il suo ultimo lavoro, che andrà sugli schermi americani nei giorni di Natale.

Il regista 52 enne aveva preso posizione al termine di un anno segnato da abusi della polizia su giovani afro e ispanoamericani e lo aveva fatto pubblicamente, scendendo in strada insieme a centinaia di manifestanti. “E’ una cosa sulla quale non si può mediare”, aveva spiegato ai giornalisti, “e se proprio si deve farlo, allora questi poliziotti assassini dovrebbero finire in carcere o almeno essere incriminati”. Nel corso di quest’anno -secondo una stima fatta dal Guardian- oltre 930 persone sono state uccise dalla polizia negli Stati Uniti: 436 bianchi, 226 neri, 143 ispanoamericani. Nel campo delle forze dell’ordine, riferisce il Fondo per i poliziotti, un agente resta ucciso nell’adempimento del dovere ogni 60 ore.

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