UDIENZA AI CALDEI, L’APPELLO DEL SANTO PADRE: “PACE PER IRAQ E SIRIA” Francesco rivolge un’accorata preghiera affinché i cristiani non siano costretti ad abbandonare le loro terre

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Favorite “il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori della vita pubblica” e contribuite “a risanare le divisioni”, “impedendo che ne insorgano altre”. È il messaggio di Papa Francesco ai partecipanti al Sinodo caldeo, ricevuti in udienza in Vaticano. Secondo il vescovo di Roma la situazione in Medio Oriente “è gravemente compromessa dall’odio fanatico del terrorismo che continua a provocare una forte emorragia di fedeli”. “Questo stato di cose – ha spiegato – sta certamente minando alle fondamenta la vitale presenza cristiana in quella terra che ha visto iniziare il cammino del patriarca Abramo, risuonare la voce dei Profeti che richiamavano alla speranza Israele durante l’esilio, fondare le prime Chiese sul sangue di tanti martiri, testimoniare la pienezza del Vangelo, far crescere le società con il proprio contributo, durante secoli di pacifica convivenza con i nostri fratelli seguaci dell’Islam”.

Manifestando il sostegno e la solidarietà della Santa Sede all’intera Chiesa Caldea ha rivolto la sua preghiera “affinché i cristiani non siano costretti ad abbandonare l’Iraq e il Medio Oriente”. “La vostra visita – ha osservato – mi permette di rinnovare un accorato appello alla comunità internazionale, affinché sappia adottare tutte le strategie valide al fine di promuovere il raggiungimento della pace in Paesi terribilmente devastati dall’odio… affinché i luttuosi drammi inferti dalla violenza lascino il posto ad un clima di reciproca convivenza”. Infine l’incoraggiamento, rivolto ai vescovi, “a essere paterni con i sacerdoti e con tutti i consacrati, che sono i vostri primi collaboratori, e, nel rispetto della tradizione e delle norme, ad essere accoglienti verso di loro, benevoli e comprensivi verso le loro necessità, avviando percorsi perché siano sempre più consapevoli delle esigenze del loro ministero al servizio dei fedeli”.

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