OPERAZIONE LUPIN: TRUFFAVANO GLI ANZIANI CON UNA FINTA VENDITA DI CASE ALLE CANARIE Le indagini portate avanti dal corpo dei Carabinieri di Albenga

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Due arresti, quattordici persone indagate, undici vittime accertate e un giro di truffe milionarie. E’ il bilancio dell’operazione “Lupin” che è stata conclusa nelle scorse ore dai Carabinieri dalla compagnia di Albenga. In manette sono finite due persone, entrambe con precedenti specifici per truffa: un bolognese, Emanuele Galassi, considerato il capo dell’organizzazione truffaldina, e un romano, Massimiliano Madonia, agente immobiliare dell’agenzia spagnola “Lupain Properties” che è però estranea al maxi raggiro. Secondo quanto accertato dai carabinieri infatti Madonia, di nascosto dalla sua agenzia, intercettava tra i clienti interessati a vendere gli immobili di loro proprietà a Tenerife quelli più anziani, considerati più “vulnerabili”, e li dirottava su Galassi, che a quel punto inscenava una “trattativa” proponendo ai clienti affari estremamente vantaggiosi.

Una volta perfezionata la “vendita” – ovviamente fittizia – i presunti agenti immobiliari inventavano un ostacolo di tipo burocratico (indagini della Corte Suprema, fallimenti o cause di altro genere) che impediva di ricevere il capitale dall’istituto che in quel momento era in possesso del denaro, spiegando alle vittime che per sbloccarlo era necessario pagare alcune somme di denaro. I truffatori contattavano poi le vittime fingendosi interpreti, funzionari dell’Ambasciata, commercialisti, avvocati o amministratori di grandi multinazionali supportando le richieste di soldi con documenti falsi scaricati dal web.Le persone che pensavano di vantare un credito per una vendita in realtà mai avvenuta, cominciavano così a sborsare ingenti somme per ottenere il capitale promesso, spesso molto più alto del reale valore di mercato dell’immobile. alcuni anziani, tra i quali un sacerdote, hanno bruciato centinaia di migliaia di euro prima di accorgersi dell’inganno. Secondo quanto accertato dai militari, la truffa ha fruttato ai malviventi più di 2 milioni di euro e, ironia della sorte, ha permesso loro di vivere comodamente a Tenerife in un complesso residenziale con piscina il cui affitto era pagato proprio dalle vittime.

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