LEGGE DI STABILITA’, DOPO LA FIRMA DEL CAPO DELLO STATO IL DDL APPRODA IN SENATO Renzi: “Nel 2016 nessun Comune o Regione potrà alzare le tasse rispetto al 2015”

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La legge di Stabilità nella sua versione definitiva è giunta al Quirinale venerdì mattina, ma solo ne primo pomeriggio si è avuta la conferma ufficiale dell’approdo del testo definitivo al Colle per la firma del capo dello Stato. Il premier Matteo Renzi è tornato a sottolineare la componente forte delle misure predisposte, vale a dire i tagli di imposte. “A chi dice che aumenteremo altre tasse, dico che nel 2016 nessun Comune o Regione le potrà alzare rispetto al 2015, per legge!” scrive Renzi sui social.

Il blocco all’aumento delle imposte locali varrebbe per tutti “fatta eccezione – spiega il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti – per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”. Ad oggi, le Regioni che si trovano a dover seguire il cosiddetto “piano di rientro” sono Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia e per le quali “la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap – ricordava ieri il coordinatore degli assessori al Bilancio Massimo Garavaglia – ma i presidenti e le giunte possono anche scegliere di agire sui ticket”.

Confermato l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica: una parte dei maggiori introiti da mancata evasione andrà al Fondo taglia tasse. Il sottosegretario alle telecomunicazioni Antonello Giacomelli ha spiegato che pagheranno soltanto quanti possiedono un televisore, mentre saranno esclusi gli altri apparecchi “device” come pc, tablet e smartphone. Nei 2016 il canone Rai – da pagare in un’unica rata – sarà addebitato sulla prima fattura relativa alla fornitura di energia elettrica successiva alla data di scadenza per il pagamento del canone.

Nel 2017 Iva e accise potrebbero subire rincari fino a 15,1 miliardi di euro. Con la Manovra 2016 il governo ha infatti sterilizzato 16,8 miliardi di clausole di salvaguardia lasciando in eredità agli esercizi successivi gli eventuali rincari. Possibili aumenti per 19,5 miliardi di euro per gli anni 2018 e 2019. Inoltre, “Il contributo proposto dai ministeri alla manovra di finanza pubblica”, in altre parole i tagli imposti dalla legge di Stabilità, ammontano a 3,1 miliardi di euro. Previsti ulteriori tagli lineari di 2,5 miliardi nel 2017 e di 1,7 miliardi nel 2018. Confermato anche il taglio dei punti scommesse, da 22mila a 15mila punti scommesse con il rinnovo delle concessioni in scadenza il prossimo anno.

Dopo la firma del Capo dello Stato, il ddl approderà al Senato entro domenica. Da domani partirà quindi ufficialmente l’iter a Palazzo Madama con le comunicazioni in Aula del presidente Pietro Grasso. Secondo il calendario delineato dalla commissione Bilancio, le audizioni si dovrebbero svolgere il 2 e il 3 novembre, dopodiché l’esame del provvedimento entrerà nel vivo.

Dalla Commissione europea è intanto arrivata la precisazione che nessuna lettera è stata inviata all’Italia per indicare che il progetto di bilancio 2016 comporta rischi di non rispettare le regole del patto di stabilità. Lo ha dichiarato la portavoce agli Affari economici. L’esecutivo Ue ha una settimana di tempo per avvisare uno Stato di avere dubbi di tale natura e due settimane di tempo dall’invio del progetto di bilancio (avvenuto il 15 ottobre) per chiederne una correzione, se lo ritenesse necessario.

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