LIBIA: LEON MINACCIA “SANZIONI” PER CHI SABOTA L’ACCORDO DI PACE L'inviato Onu a Repubblica: "Il processo deve andare avanti. Solo con l'unità il Paese può fronteggiare l'Isis"

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“Alcune personalità nei due campi di Tripoli e Tobruk stanno sabotando l’accordo per un governo di unità nazionale proposto dall’Onu, ma la comunità internazionale ha deciso che non può permetterlo. Se questo sabotaggio continuerà, arriveranno le sanzioni”. Parola di Bernardino Leon, inviato Onu per la Libia, intervistato da Repubblica. “Ci aspettavamo che la ratifica dell’accordo avrebbe generato dissensi, ma il processo deve andare avanti e andrà avanti” ha detto il diplomatico. “Unsmil non ha forzato la mano. La proposta di governo che è stata annunciata l’8 ottobre è una proposta libica, emersa dal lavoro di facilitazione delle Nazioni Unite”.

Lo strumento, ha proseguito, è “pronto per essere utilizzato, è previsto dalla risoluzione 2174 che è stata votata nell’agosto dell’anno scorso. Le sanzioni erano previste perfino prima che io assumessi l’incarico di inviato in Libia”. Le limitazioni non saranno decise da Usmil, ma dal “Comitato Sanzioni del Consiglio di Sicurezza. Tutti sanno di cosa di tratta: divieto di viaggiare, congelamento di conti bancari e via crescendo. Se questo sabotaggio continuerà sicuramente verrà deciso qualcosa”. Anche perché attendere oltre non è possibile, vista la minaccia rappresentata dallo Stato Islamico che riguarda “non solo la LIbia ma tutto il Mediterraneo. E’ per questo che l’Onu e la comunità internazionale stanno facendo pressioni per concludere l’accordo senza ulteriori negoziati e modifiche”.

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