LADRO UCCISO IN CASA, NON TORNA LA VERSIONE DI SICIGNANO Saranno necessari nuovi esami balistici per definire la traiettoria del proiettile che ha colpito il 22enne albanese. Intanto per il 26 settembre è stata fissata l'autopsia sul corpo della vittima

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Una traiettoria dall’alto verso il basso, colpito frontalmente al cuore, mentre si trovava sulle scale esterne dell’abitazione e non era ancora entrato in casa. Sarebbero i primi risultati degli esami balistici sul proiettile sparato da Francesco Sicignano a Vaprio d’Adda, nel Milanese. Il pensionato, indagato per omicidio volontario ha affermato di aver sparato quando il giovane albanese, 22 anni, si trovava in casa, poi dopo essere stato colpito si sarebbe trascinato all’esterno.

Gli inquirenti tuttavia non hanno trovato tracce di sangue all’interno dell’abitazione, elemento che fa nascere l’ipotesi che il pensionato abbia aperto il fuoco quando il 22enne albanese era ancora all’esterno della dimora. Per l’avvocato di Sicignano si tratta invece di legittima difesa, infatti il suo assistito ha dichiarato di “aver visto l’ombra di un uomo nella cucina della sua casa, e di avergli detto ‘cosa stai facendo’: a quel punto l’uomo invece di allontanarsi gli è venuto incontro come per aggredirlo e lui ha sparato”.

Ma a destare dubbi agli inquirenti è anche un altro elemento: dopo essere stato colpito, il ladro sarebbe riuscito a uscire dall’abitazione, trascinandosi fino alle scale, ma prima avrebbe scavalcato una finestra, poi sarebbe passato su una grondaia e su un terrazzo. Per ricostruire l’esatta traiettoria del proiettile serviranno altri esami balistici e l’autopsia sul corpo della vittima è stata fissata per lunedì 26 ottobre.

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