ISRAELE PUNTA IL DITO CONTRO L’UNESCO: “ALIMENTA LE TENSIONI IN MEDIO ORIENTE” Tel Aviv critica la risoluzione dell'organismo Onu che condanna le "aggressioni" contro i musulmani a Gerusalemme

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E’ scontro tra Israele e l’Unesco. Il governo di Benjamin Netanyahu ha accusato l’organizzazione Onu per la tutela del patrimonio culturale mondiale di aver alimentato la tensione in Medio Oriente dopo aver approvato la risoluzione che accusa lo Stato ebraico di “aggressioni” contro i musulmani che vogliono pregare sulla Spianata delle moschee. Con un comunicato il ministero degli Esteri di Tel Aviv afferma che l’Unesco vuole “trasformare il conflitto israelo-palestinese in uno scontro religioso”, abusando del suo ruolo e del suo mandato in quanto agenzia delle Nazioni Unite. “Invece di cercare di ridurre la tensione – prosegue la nota – gli autori della risoluzione lavorano per alimentare le fiamme che incendiano la regione, usando un’irresponsabile retorica religiosa e distorcendo la storia”.

Il documento è stato approvato con 26 voti favorevoli, 6 contrari e 25 astenuti. Uno dei Paesi membri era assente al momento del voto. Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca ed Estonia sono gli Stati che hanno espresso parere negativo. La risoluzione “condanna fermamente le aggressioni israeliane e le misure illegali che limitano la libertà di culto e l’accesso dei musulmani al sito sacro della moschea al Aqsa”. Il testo, inoltre, “deplora vivamente” le “irruzioni persistenti di estremisti della destra israeliana sul sito” ed “esorta Israele” a “prendere tutte le misure necessarie per impedire azioni provocatorie che violano la sacralità” di questo luogo. Nel testo finale è stata eliminata un’iniziale rivendicazione palestinese sul Muro del Pianto che già aveva suscitato l’ira dello Stato ebraico.

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