UN ALTRO ISRAELIANO ACCOLTELLATO DAVANTI UNA SINAGOGA, HAMAS: “L’INTIFADA DI GERUSALEMME NON SI FERMERA'” La notizia è stata riferita dalla polizia, secondo la quale i due presunti aggressori sono stati feriti da un agente

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E’ ancora alta in Medio Oriente la tensione generata dall’Intifada dei coltelli. Anche nella mattinata di oggi un israeliano è stato accoltellato all’ingresso di una sinagoga a Beit Shemesh a 30 chilometri da Gerusalemme. La notizia è stata riferita dalla polizia, secondo la quale i due presunti aggressori sono stati feriti da un agente. Ma l’attentato di oggi Beit Shemesh non è un episodio isolato, infatti segue altri due incidenti drammatici che si sono verificati nella nottata. In Cisgiordania alcuni militari sono caduti in un’imboscata palestinese sulla strada fra Betlemme e Hebron.

Dopo essere stati colpiti da una sassaiola, sono scesi dal loro veicolo per inseguire gli assalitori, ma sono stati investiti da un altro mezzo guidato da un palestinese. Cinque militari, di cui due versano in gravi condizioni, sono stati feriti nell’incidente. A Gerusalemme due soldati sono stati assaliti vicino ad un autobus da una persone, che secondo quanto riferito, avrebbe cercato di impadronirsi delle loro armi. I soldati – che avrebbero pensato si trattasse di un attentatore palestinese – lo hanno colpito a morte. Solo successivamente si è appreso che la vittima era un israeliano ebreo, con problemi psicologici.

Per il leader di Hamas, Khaled Mashaal, “l’intifada di Gerusalemme non si fermerà. La rivolta – ha dichiarato – continuerà fino al raggiungimento della libertà per la Palestina e il suo popolo”. Sulla situazione in Medio Oriente è tornato a parlare il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che si è detto “non ottimista” sull’attuale crisi israelo-palestinese. Anche secondo il segretario di Stato Usa, John Kerry, “è necessario mettere fine all’incitamento e alla violenza”.

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