SINODO, VERSO IL DOCUMENTO FINALE TRA DUBBI E ALCUNE CERTEZZE Concluse le relazioni del 13 Circoli minori. Sabato la presentazione in aula

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Al Sinodo dei vescovi sulla famiglia si sta lavorando alla preparazione della Relazione finale che verrà presentata e votata in Aula sabato. Sarà poi il Papa a decidere se renderla pubblica o meno. Nei giorni scorsi, intanto, i tredici Circoli minori hanno presentato le loro Relazioni sulla terza parte dell’Instrumentum laboris, dedicata al tema “La missione della famiglia oggi”. Molti presuli ritengono che ci sia ancora molta strada da fare e le vie da percorrere sono tante. Due, in particolare, le tematiche più dibattute, intorno per le quali si riscontrano approcci diversi: da una parte, la questione dei divorziati risposati e del loro accesso ai Sacramenti, dall’altra quella delle persone con tendenze omosessuali.

Nel primo caso, in generale c’è accordo sulla necessità di accompagnare ed accogliere le famiglie ferite, attraverso una “pedagogia della misericordia”, che”sposi la pastorale con la dottrina, senza annacquarla”. Restano però aperte diverse possibilità su come mettere in pratica tale atteggiamento; c’è chi suggerisce l’analisi dei singoli casi, affidata alla responsabilità del vescovo o delle Conferenze episcopali locali; altri ribadiscono che la questione è dottrinale, e quindi di competenza di un Concilio e non di un Sinodo; c’è chi ipotizza un Foro interno specifico.

Altre proposte per i divorziati risposati puntano sulla loro comunione spirituale e sulla cosiddetta “via penitenziale”, anche se alcuni preferiscono chiamarla “via della riconciliazione”. Consapevoli della complessità della questione, i Padri Sinodali si richiamano alla funzione consultiva, e non deliberativa, dell’Assemblea episcopale. I prelati auspicano un intervento specifico del Papa, anche in vista del Giubileo della misericordia, “affinché – sottolinea in particolare qualche Circolo – il Pontefice crei un’apposita Commissione incaricata di approfondire questo tema, dando così ‘un colpo d’ala’ alle famiglie ferite”.

Anche sul tema delle persone con tendenze omosessuali si registrano approcci diversi: ferma restando la necessità di accogliere tali persone senza discriminarle, da alcune parti si sottolinea che tale questione “non rientra nella tematica del Sinodo e che quindi andrebbe trattata – suggerisce un Circolo – in un meeting sinodale separato”. In ogni caso, comune è la posizione dei Circoli nel respingere l’adozione di bambini per le coppie omosessuali e l’equiparazione tra il matrimonio e le unioni gay.

Ma sono altre le tematiche sulle quali i tredici Circoli minori si trovano d’accordo: la prima riguarda la capacità della famiglia di “essere soggetto, e non solo oggetto, di evangelizzazione, e quindi la necessità che la Chiesa rilanci e sostenga di più questa sua dimensione”. Poi, il tema della preparazione al matrimonio: tutte le Relazioni ribadiscono il bisogno di “percorsi formativi accurati, incentrati sulla Parola di Dio e suddivisi in tre fasi temporali: remoti, prossimi ed immediatamente a ridosso delle nozze”.

Altro punto evidenziato dalla maggior parte delle Relazioni, quello del linguaggio: “la Chiesa deve rinnovarlo – dicono i Circoli – trasformarlo da statico a dinamico, per rendere più accessibili a tutti i suoi insegnamenti, senza snaturarli, ed aprire così un nuovo dialogo con le famiglie”. Un esempio: per i divorziati risposati non si parli più di “esclusione” dal Sacramento eucaristico, bensì di “astensione”. Le tredici Relazioni ribadiscono l’importanza di evidenziare la bellezza e la gioia della sessualità e della corporeità all’interno della vita coniugale, così come di ricordare gli insegnamenti dell’Enciclica “Humanae Vitae” di Paolo VI.

Molto presente, in diverse Relazioni, la questione che riguarda le adozioni, con il suggerimento di valorizzarle maggiormente e di dare risalto alla tutela dei bambini. Molti Circoli minori si soffermano sui matrimoni misti e suggeriscono di evidenziarne gli aspetti positivi, come la loro apertura al dialogo interreligioso, mentre da più parti si auspica una maggiore attenzione alle tematiche familiari legate al dramma della malattia e della morte. Riguardo, poi, alle coppie conviventi o sposate civilmente, i Padri Sinodali ne ribadiscono l’irregolarità, ma suggeriscono comunque di puntare su quegli aspetti positivi che possano portarle al matrimonio sacramentale. Infine, i Circoli minori definiscono la terza parte dell’Instrumentum laboris “eccessivamente disorganica” e ne suggeriscono in parte la riorganizzazione e in parte la riscrittura, in vista della Relazione finale da consegnare al Papa.

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