PADRE RICCI “TESSITORE DEL DIALOGO CON LA CINA”, IL RICORDO DI BERGOGLIO Dal 21 al 23 ottobre a Macerata si incontreranno ricercatori cinesi, europei e americani

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A cinque anni dalle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte, l’Università di Macerata si è preparata ad accogliere ricercatori provenienti dalla Cina, dall’Europa e dagli Stati Uniti per uno dei più importanti convegni sulla figura di Padre Ricci: “Nuove prospettive negli studi su Padre Matteo Ricci” organizzato in collaborazione con l’Istituto Confucio di Unimc. Gesuita, cartografo,  matematico e sinologo italiano, Padre Matteo nel 1582 conquistò la fiducia della dinastia Ming e riuscì proseguire la sua azione missionaria nel difficile territorio nipponico, tanto da essere poi riconosciuto come uno dei più grandi missionari della Cina.

Una “tre giorni” dedicata agli studi ricciani fortemente voluta dalla presidente di Hanban e viceministro dell’Educazione Xu Lin, che ne lanciò l’idea durante la sua visita ufficiale all’Istituto Confucio di Macerata nell’estate del 2013. “Si tratta di un punto di sintesi perfetto tra gli studi cinesi e italiani sul gesuita”, spiega il rettore Luigi Lacchè, affiancato dai direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Yan Chunyou, e dal direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Filippo Mignini, che vanta un’esperienza ormai ventennale di studi ricciani. I temi di approfondimento, saranno tre e riguarderanno aspetti ancora poco indagati della vita e dell’attività del missionario gesuita. Per quest’occasione, Papa Francesco ha scritto un messaggio indirizzato ai partecipanti; il Pontefice auspica “che il ricordo di un così zelante uomo di Chiesa – quale fu padre Matteo Ricci – attento ai mutamenti sociali e impegnato nel tessere rapporti tra cultura europea e quella cinese, riaffermi l’importanza del dialogo tra culture e religioni nel rispetto reciproco e in vista del bene comune”.

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