“CHE FAI … LI CACCI?” DI MAJO RACCONTA LA DEMOCRAZIA AI TEMPI DEI SOCIAL NETWORK Un libro che raccoglie le voci di dissidenti e parlamentari dal quale emerge la definizione di "egocrazia" per la politica di oggi

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Uomini che da soli reggono il potere dello Stato e dissidenti politici sono due facce della stessa medaglia, e insieme formano quella che Alberto Di Majo definisce “egocrazia”. Nel libro “Che fai… li cacci?”, pubblicato da Imprimatur, il giornalista de Il Tempo descrive lo scenario politico italiano del giorno d’oggi; una cornice in cui i partiti non riescono più a dialogare tra le diverse posizioni al loro interno. Ciò è colpa anche dei nuovi mezzi di comunicazione, innanzitutto dei social network, come Facebook e Twitter, che hanno incentivato l’individualismo.

L’autore dialoga con politici della Prima e Seconda Repubblica, con psichiatri, sociologi e filosofi, e dedica l’ultima parte del libro alla democrazia, che secondo il presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, con cui Di Majo ha un lungo colloquio, “È ancora una volta in pericolo”. Il giornalista propone anche un interessante viaggio tra i dissidenti: da Gianfranco Fini a Denis Verdini, passando per Raffaele Fitto e gli ex grillini come Giovanni Favia e Federica Salsi. Tutti raccontano i retroscena dei loro “strappi”. Al contrario, parlamentari come Paolo Cirino Pomicino o Rino Formica ricostruiscono la decadenza dei partiti e degli esponenti politici.

Fa riflettere poi il dialogo tra l’autore e lo psichiatra Narciso Mostarda, dove si descrive l’“egocrazia”. Ci si domanda se la politica non sia diventata una “ludopatia”, mentre il filosofo-blogger Carlo Scognamiglio si sofferma sulle parole dei dissidenti e su come i social media hanno cambiato la comunicazione politica. “Quella che sembrerebbe una contrapposizione – dice Di Majo – in realtà è un’alleanza. Uomini forti al comando e ribelli all’opposizione, apparentemente agli antipodi, si sostengono a vicenda e disegnano lo stesso campo, ormai impraticabile. Tra i due fronti lo spazio per la prassi democratica è sempre più angusto”.

La prefazione, firmata da Luigi Bisignani, ripercorre la politica di quest’ultimo ventennio, e ricorda: “Davanti a questo nuovo sistema di esperti del web, di blogger e di social network, la “povera” classe politica perde la sua funzione essenziale: guidare i cittadini verso la crescita. E allora vive nell’opportunismo politico e personalistico, sfociando in quel trasformismo che Di Majo espone così bene facendoci rivivere episodi e raccogliendo testimonianze, con il piglio del cronista e con l’occhio dello storico”.

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