AUSTRIA, AL VIA ALL’OSPEDALE DI LINZ NUOVE TERAPIE PER BAMBINI AUTISTICI È la prima volta che in Europa viene sperimentata questa nuova metodologia

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Il Krankenhaus der Barmherzigen Brüder – Ospedale dei Fratelli della Carità di Linz – prevede, per la prima volta in Europa, speciali terapie per i bambini affetti da autismo: in Austria sono circa 80mila gli autistici. Lo hanno comunicato nelle scorse ore i rappresentanti dell’ospedale. Le ricerche e le terapie per l’autismo sono difficili, anche perché si tratta di un disturbo pervasivo dello sviluppo presente dalla nascita e che si manifesta nei primi anni di vita e negli anni può portare a un progressivo peggioramento delle capacità relazionali e comunicative interessando in varia maniera le funzioni cognitive e affettive. Le diagnosi richiedono spesso anni.

Gli operatori sanitari e i medici della struttura dei Fratelli della Carità di Linz hanno rivolto la loro attenzione alle famiglie e ai genitori per aiutarli nel rapporto con i dottori e nel lungo peregrinare per la ricerca di soluzioni. Il Centro per l’autismo di Linz ha sviluppato un programma di eccellenza che mira a promuovere sia le capacità socio-emozionali sia quelle cognitivo-comunicative dei bambini. “I primi risultati del lavoro di terapia intensiva sono molto positivi”, ha riferito il responsabile del centro, Johannes Fellinger, in merito ai primi 7 bambini seguiti per un anno e “per sei pazienti abbiamo avuto significativi progressi nel linguaggio, nella comunicazione e nella socializzazione”.

Il 2 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’autismo, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007 con l’obiettivo di spingere ad approfondire la ricerca sui Disordini dello Spettro Autistico di cui si è registrato un preoccupante aumento negli ultimi anni. L’autismo colpisce 4/5 neonati su diecimila e in Italia si calcola ci siano circa 100.000 persone che soffrono di una sindrome autistica. I malati di autismo del nostro Paese – secondo la descrizione fatta dai familiari in un sondaggio condotto dal Censis, per conto dell’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e della Fondazione Cesare Serono – hanno tra i 3 e i 42 anni, sono soprattutto maschi, nel 72,5% dei casi frequentano la scuola e, se troppo grandi, frequentano un centro diurno (13,2%). Seguono terapie cognitivo-comportamentali insieme alla logopedia, alla fisioterapia e alla psicoterapia, e solo da adulti assumono farmaci per tenere sotto controllo i sintomi della malattia.

Ma sono l’aggressività e l’autolesionismo, più di tutti, i disturbi che causano maggior disagio alle famiglie che se ne lamentano nel 25,1% e che li indicano come i problemi più gravi in assoluto nel 31,9% dei casi di figli adolescenti. E la diagnosi arriva dopo percorsi lunghi e complessi. Il 45,9% degli intervistati ha sostenuto di aver dovuto attendere tra uno e 3 anni, il 13,5% oltre. Ogni nuova terapia rappresenta una speranza di guarigione o quanto meno di miglioramento delle condizioni di vita di questi piccoli – e grandi – pazienti e delle loro famiglie.

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