PERCHE’ SIAMO UNICI NEL DIFENDERE IL PIANETA

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Quelle luci, lassù, che brillano di orgoglio italiano, non sono stelle naturali. È la costellazione di quattro satelliti radar a banda x, ad alta risoluzione, della missione COSMO-Skymed, dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) in collaborazione con il ministero della Difesa e il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un progetto di eccellenza nazionale, il primo sistema duale di osservazione satellitare, a scopo di protezione civile e di sicurezza militare, l’unico nel mondo che si avvalga di ben quattro satelliti che orbitano intorno alla Terra, equipaggiati di sensori radar attivi ̶ essi stessi fonte della propria energia ̶ per il monitoraggio da remoto, da centinaia di migliaia di chilometri di altezza. Entro il 2018, saranno messi in orbita due satelliti di nuova generazione, che costeranno 555milioni di euro. Al progetto lavorano oltre 400 ingegneri e tecnici specializzati.

Lanciati nel 2007, 2008 e 2010, al costo di un miliardo e 137milioni di euro, dal 2011 quegli occhi elettronici scrutano il pianeta giorno e notte, con 450 riprese giornaliere sull’intera superficie terrestre, in qualsiasi condizione metereologica e di illuminazione, 1.800 immagini tridimensionali geolocate ogni 24 ore, quattro passaggi giornalieri sull’Italia, sette su Roma, per una mappatura completa del territorio nazionale in un periodo di 16 giorni. Con precisione millimetrica, forniscono informazioni dinamiche su un punto osservato. Il radar funziona in modalità spotlight (osservazione concentrata su pochi chilometri  quadrati), stripmap (su una striscia continua), scanSar (su una superficie di 200 chilometri).

Il 9 settembre scorso è stato firmato un accordo a Washington con la Nasa per uno “scambio” di informazioni satellitari. Altri accordi sono stati siglati con Francia, Giappone, Argentina, in cantiere quello con la Germania.

Al progetto collabora un team di imprese tricolore, capofila Finmeccanica-Thales Alenia Space Italia-Telespazio, insieme ad un numero ristretto di fornitori internazionali. E fornisce un importante contributo al programma europeo Copernicus di osservazione della Terra.

Tra le tante applicazioni del sistema, c’è la prevenzione e la gestione dei disastri ambientali (alluvioni, frane, terremoti, eruzioni vulcaniche), la valutazione dei danni, il controllo dello stato di mari e coste e dell’inquinamento delle acque, il monitoraggio dei terreni e delle colture e del patrimonio montano e boschivo, il rilevamento del suolo e del sottosuolo e del patrimonio edilizio e infrastrutturale. Attraverso sensori aggiunti al calcestruzzo, per esempio, viene monitorata la stabilità e la sicurezza di edifici, strade e autostrade. Con l’aiuto di questo sistema satellitare evoluto e intelligente, per esempio, è stata realizzata l’operazione di controllo della stabilità, il recupero e lo spostamento della Costa Concordia dopo il naufragio.

La Protezione civile si è avvalsa di Cosmo-Skymed per interventi in tanti casi tragici nazionali, anche di emergenza, come le alluvioni in Emilia Romagna, in Veneto, sul Tirreno, terremoti ed eruzioni, dell’Etna e di Stromboli, per esempio. E non solo. I satelliti sono serviti di supporto al velista solitario Maurizio Miceli, quest’anno, per tracciare la rotta ed evitare tempeste e iceberg nel pericoloso passaggio a Sud dell’Oceano Atlantico.

Il sistema Cosmo-Skymed può concentrarsi su dettagli “tattici” e “strategici”, monitora il flusso migratorio nel Canale di Sicilia, consente di tenere sotto osservazione gli obiettivi cosiddetti “sensibili” di attentati terroristici. Attualmente gestita dai Servizi di Intelligence, la missione rappresenta, insomma, un fiore all’occhiello dell’industria avanzata e strategica nazionale e un bene preziosissimo, al momento non sfruttato a sufficienza per la sicurezza del Sistema-Paese, per il controllo dei rischi, la prevenzione dei disastri, l’organizzazione degli interventi, nell’ambito di una strategia di sicurezza nazionale integrata, culturale, scientifica, tecnica, economica, ambientale, e anche militare.

Soltanto lo Stato maggiore della Difesa può ad oggi selezionare immagini ad alta risoluzione anche su oggetti di 40 centimetri, dal Centro interforze telerilevamento satellitare all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, nei pressi di Roma. Il Centro di controllo del Centro spaziale del Fucino gestisce la messa in orbita dei satelliti, le attività di comando e di controllo e la pianificazione delle richieste di acquisizione delle immagini. Il Centro spaziale di Matera è responsabile dell’acquisizione, del processamento e della distribuzione dei dati.

La funzione principe della missione, insomma, al momento, è quella di supporto, fondamentale e strategico, alle forze armate. Peccato venga utilizzato quasi esclusivamente per questo, mentre potrebbe essere più utile a scopi civili. Uno schiaffo all’ottimizzazione di una risorsa nazionale e a una concezione di sicurezza e di sviluppo come servizio ai cittadini, che dovrebbe essere la priorità di uno Stato democratico, repubblicano e civile.

“Bisognerebbe creare una rete, una filiera, una cordata nazionale di istituzioni pubbliche e aziende private, con il sostegno del governo, per processare tutte le informazioni rilevate e archiviate in un sola immensa banca dati, per un’azione congiunta di sicurezza del territorio nazionale e dell’intero pianeta, piuttosto che singoli interventi spot”, dichiara a Interris.it il direttore della missione, Alessandro Coletta, anche docente al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma.

“Cosmo-Skymed consentirebbe di realizzare un servizio di sicurezza civile unico al mondo, esclusivo italiano, nella collaborazione sistematica, con processatori istituzionali ̶ come il Cnr (Centro nazionale di ricerca), l’Ispra (Istituto di ricerca e di protezione ambientale) o Spin off universitari ̶ e privati, grazie a protocolli d’intesa e accordi, utilizzando al meglio questo asset strategico”, afferma Coletta.

Nel frattempo, quegli occhi di evoluta tecnologia, specchio dell’anima italiana, continuano il loro viaggio intorno alla Terra, scrutandoci silenziosi in attesa che una strategia di sicurezza nazionale venga messa a punto per poterli meglio utilizzare.

 

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