Svelate le nuove meraviglie della nebulosa Trifida

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La tecnologia ci mostra, di giorno in giorno, l’universo sotto una nuova veste, con dettagli e particolari per secoli rimasti celati nel firmamento. L’ultima meraviglia a essere stata osservata dai telescopi ultramoderni riguarda la nebulosa Trifida (nota anche come M 20, o NGC 6514) un ammasso di gas e plasma situato a 3.500 anni luce da noi in direzione della costellazione del Sagittario. Deve il suo nome ad alcune linee scure di polvere che la dividono in tre parti ed è normalmente visibile con un buon binocolo nelle notti con poca luce, tanto che la sua scoperta risale addirittura al 1747, ad opera dell’astronomo francese Guillaume Le Gentil. Appare come una macchia circolare opaca, circondata da varie stelle, che la illuminano donandole il suo caratteristico colore. Questi astri, appartenenti alla categoria delle giganti blu, sono particolarmente giovani, visto che la loro età è compresa fra i 300mila e i 7 milioni di anni. Un battito di ciglia nella storia del cosmo, basti pensare che il nostro sole di anni ne ha quasi 5 miliardi ed è appena alla metà della sua vita.

Ma le ultime osservazioni realizzate con il Vista (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), il telescopio per survey di realizzazione italiana situato presso l’osservatorio dell’Eso di Cerro Paranal (Cile), hanno mostrato nuovi dettagli della Trifida, grazie a una diversa lunghezza d’onda che permette di trapassare le nubi di polvere e mostrare oggetti sconosciuti in precedenza. Come due stelle del tipo Cefeide situate dietro la nebulosa. Si tratta dei primi corpi celesti scoperti oltre il rigonfiamento centrale della Via Lattea, che si trova a 27mila anni luce da noi, mentre queste stelle sono a 37mila. Le Cefeidi sono astri pulsanti giunti alla fase finale della loro evoluzione. Meraviglie che sarebbero rimaste sconosciute senza gli straordinari miracoli del progresso.

 

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