Strauss Kahn alla sbarra. Parte il giudizio per sfruttamento della prostituzione L'ex direttore del Fmi rischia fino a 10 anni di carcere e 1,5 milioni di euro di multa. Sul banco degli imputati anche avvocati, imprenditori, poliziotti e albergatori

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In Francia è considerato il processo dell’anno, forse del decennio. Sul banco degli imputati c’è Dominique Strauss Kahn, politico di lungo corso ma soprattutto ex numero uno del Fondo monetario internazionale, uno degli uomini più potenti del mondo. L’accusa è di quelle che non fanno dormire la notte: sfruttamento della prostituzione. L’economista francese è considerato dagli inquirenti la mente della creazione di un giro di squillo internazionali. Ma insieme a lui sarebbero coinvolti anche imprenditori, avvocati, poliziotti e albergatori.

Strauss Kahn era considerato il favorito per succedere a Nicholas Sarkozy alla guida dell’Eliseo, ma un’accusa di violenza sessuale, sporta nei suoi confronti da una cameriera del Sofitel a New York, ha stroncato la sua carriera politica, costringendolo a dimettersi dal Fmi e facendogli rinunciare alla poltrone dell’Eliseo.

Secondo gli inquirenti Strauss Kahn non solo frequentava le serate, ma era uno degli organizzatori. Anche Dominique Alderweireld, in arte Dodo, dovrà comparire insieme all’ex del Fmi davanti ai giudici perché considerato il principale reclutatore delle escort che avrebbero partecipavano alle serate sia in Francia che a New York.

L’ex direttore del Fmi – che ha ammesso di aver partecipato a molte serate ma ha negato di essere a conoscenza che le donne presenti fossero prostitute – rischia fino a dieci anni di reclusione e 1,5 milioni di euro di multa. Uno degli avvocati della difesa ha presentato la richiesta di annullare il processo perché l’istruttoria sarebbe stata viziata da manovre politiche contro il 65enne ex ministro socialista. Questo sarà il primo scoglio con cui si scontreranno i giudici che peraltro hanno sempre respinto la linea della difesa di Strauss Kahn, perché convinti che fosse a conoscenza delle condizioni delle serate in quanto erano organizzate per lui che era chiamato il “re della festa”.

 

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